Il turismo fiorentino nel 2026 si sviluppa su due fronti: dopo un avvio positivo, la stagione estiva mostra un fisiologico rallentamento, mentre le prenotazioni per la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno indicano un possibile recupero. Francesco Bechi, presidente di Federalberghi Firenze, afferma: “L’andamento è stato buono fino alla fine di giugno. Luglio sta rallentando, anche un po’ agosto, ma su settembre vediamo una ripresa che ci fa ben sperare in un 2026 molto incerto”.
Nonostante la cautela degli albergatori, il settore turistico si presenta solido. Secondo le elaborazioni del Centro Studi Turistici, il 2025 si è chiuso con dati record per Firenze: 4,78 milioni di arrivi (+10,2%) e 11,52 milioni di presenze (+11,2%), con una permanenza media di 2,4 notti. Anche il primo quadrimestre del 2026 ha visto un incremento delle presenze del 5,4%.
Mercato internazionale in crescita
Il mercato internazionale rappresenta oltre l’83% dei pernottamenti totali, con gli Stati Uniti che si confermano il primo bacino, generando oltre il 42% dei pernottamenti esteri, seguiti da Regno Unito, Francia, Spagna e Germania. La componente italiana, invece, è più contenuta, rappresentando il 16,1% del totale, con visitatori principalmente dalla Lombardia e dal Lazio. Gli hotel di fascia alta (4 e 5 stelle) attraggono il 40,1% dei pernottamenti, seguiti da un comparto extra-alberghiero in forte crescita (+16,5%) e dalle locazioni turistiche (16,2%).
Il primo quadrimestre del 2026 ha registrato segnali positivi anche dalle infrastrutture: l’aeroporto di Firenze ha visto un aumento del 7,3% di passeggeri, i permessi per i bus turistici sono cresciuti del 27,1% e le visite ai musei civici ed ecclesiastici hanno raggiunto quota 739 mila (+0,7%). Tuttavia, rimane aperto il tema della gestione della città, in particolare per quanto riguarda l’escursionismo giornaliero.
La questione dell’escursionismo
Bechi sottolinea l’importanza di affrontare il fenomeno dei 5,6 milioni di turisti che visitano Firenze solo per un giorno, utilizzando il trasporto pubblico locale, il cui costo è sostenuto in parte dall’imposta di soggiorno pagata da chi soggiorna in città. Federalberghi invita a considerare la questione in un’ottica di area metropolitana, proponendo soluzioni come bigliettazioni differenziate che tengano conto delle diverse categorie di visitatori.
“Siamo molto preoccupati per la situazione, sia per la città che per i turisti che desiderano visitarla”, conclude Bechi, evidenziando la necessità di scelte coraggiose per garantire un equilibrio tra residenti e visitatori.