Le ondate di caldo record stanno creando gravi difficoltà al personale dei musei civici, in particolare a Palazzo Vecchio, dove le sale monumentali sono sprovviste di climatizzazione. I lavoratori sono costretti a operare in ambienti con temperature elevate, senza adeguate misure di raffrescamento.
Le contromisure adottate dall’amministrazione comunale si sono rivelate insufficienti. Tra queste, vi sono turni di rotazione più frequenti, pause aggiuntive per ristorarsi, apertura delle finestre nelle prime ore del mattino e, nei casi più critici, chiusura temporanea delle sale meno areate. Tuttavia, queste misure non affrontano il problema in modo strutturale.
Richieste di intervento
Secondo le opposizioni e i lavoratori, le soluzioni permanenti sono lontane. La mancanza di risorse economiche per l’installazione di impianti di climatizzazione adeguati e i vincoli della tutela dei beni monumentali complicano ulteriormente la situazione. Ogni intervento permanente deve ottenere l’approvazione della Soprintendenza, un processo che richiede tempo e complessità.
Il consigliere di Italia Viva-Casa Riformista, Francesco Grazzini, ha sollecitato un cambio di passo, sottolineando che le condizioni di lavoro non sono accettabili. Ha evidenziato che continuano ad arrivare segnalazioni di disagi e malori tra i dipendenti. Dopo una lettera firmata da circa ottanta lavoratori e un ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio comunale a gennaio, è tempo di agire.
Critiche dai sindacati
Il giudizio di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune è ancor più severo. Ha ricordato che le prime richieste dei sindacati risalgono a settembre 2025, ma le risposte sono state inadeguate. L’estate successiva ha portato solo apparecchi che disperdono il calore nelle stesse sale che dovrebbero raffrescare, lasciando il personale senza nemmeno acqua fresca.