Monitoraggio

Risorse idriche sotto pressione per il caldo

L’Autorità segnala livelli medi in Toscana e Liguria: garantiti gli impieghi, ma preoccupa l’avvio dell’autunno

Risorse idriche sotto pressione per il caldo

Si è riunito martedì 4 agosto 2026 l’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del Distretto dell’Appennino Settentrionale. La seduta, convocata dall’Autorità di bacino distrettuale, ha esaminato l’andamento delle disponibilità e le eventuali criticità a venti giorni dall’ultima valutazione.

Al termine dell’incontro, la segretaria generale dell’Autorità di bacino dell’Appennino Settentrionale, Gaia Checcucci, ha spiegato che il caldo record sta mettendo sotto pressione il sistema. In Toscana e Liguria la severità idrica è salita a un livello medio, anche a causa delle temperature elevate. Al momento, tuttavia, gli usi della risorsa risultano garantiti.

La situazione non viene considerata allarmante, ma richiede un presidio costante e controlli mirati in alcune aree. Le criticità più rilevanti riguardano, in Liguria, i bacini dell’Argentina e dell’Entella e, in misura minore, quello del Magra. In Toscana l’attenzione è rivolta al bacino del Cecina e al lago di Massaciuccoli, il cui livello ha raggiunto la soglia di allarme.

La tenuta degli invasi

Secondo quanto emerso dall’Osservatorio, i principali invasi toscani continuano a garantire volumi sufficienti a escludere problemi emergenziali nel prosieguo dell’estate. Il lago di Bilancino contiene circa 58 milioni di metri cubi, Montedoglio 110 milioni e il Calcione 2,8 milioni. In Liguria, invece, presenta una situazione meno favorevole l’invaso di Brugneto.

La valutazione si basa su diversi indicatori relativi alla risorsa e agli utilizzi, tra cui lo Spei, l’indice standardizzato di precipitazione ed evapotraspirazione. Il parametro incrocia precipitazioni e temperature e consente di misurare le anomalie rispetto ai valori tipici del periodo.

Checcucci ha evidenziato che l’indice descrive uno scenario preoccupante nel caso in cui l’andamento meteorologico non cambi. Le temperature sopra la norma stanno infatti aumentando l’evapotraspirazione e quindi lo stress sulla risorsa idrica. L’attuale fase coincide con la quarta ondata di calore della stagione; a luglio le temperature massime sono state superiori di oltre 3 gradi rispetto alla media, mentre le minime hanno registrato un incremento di 2,9 gradi.

Le prospettive per l’autunno

I volumi presenti negli invasi e nelle falde dovrebbero consentire di superare l’estate senza particolari difficoltà. Le proiezioni a medio termine, però, indicano che l’inizio dell’autunno potrebbe arrivare con risorse idriche complessivamente vicine al limite delle disponibilità.

Per questo l’Autorità di bacino e i soggetti gestori stanno già concentrando l’attenzione sui prossimi mesi. Sarà determinante verificare se le piogge autunnali garantiranno una ricarica sufficiente delle riserve, sia superficiali sia sotterranee, così da ripristinare i livelli necessari a sostenere gli utilizzi anche nel prossimo anno.