Anziano e tutela

Matrimonio sospeso, indagine sulla firma per la comunione dei beni

L’ufficiale civile ha rilevato anomalie negli atti e segnalato il caso alla Procura

Matrimonio sospeso, indagine sulla firma per la comunione dei beni

A Borgo San Lorenzo, nel territorio fiorentino, è stato sospeso il rito civile tra un uomo di 86 anni e una donna di 51, più giovane di 35 anni. A far emergere i dubbi è stato l’ufficiale di stato civile del Comune, che ha riscontrato un’anomalia nella sottoscrizione apposta sui documenti relativi alla scelta della comunione dei beni.

Il caso, riferito dal sindaco Leonardo Romagnoli, è stato segnalato alle autorità giudiziarie. Dopo la denuncia, il presidente del tribunale e il pubblico ministero hanno disposto l’immediata sospensione della celebrazione già programmata. È stato inoltre previsto che, qualora il rito fosse stato comunque celebrato, la trascrizione dell’atto nei registri dello stato civile comunale sarebbe rimasta sospesa.

Il controllo sui documenti

L’attenzione dell’ufficio si è concentrata sulla grafia dell’uomo. La sottoscrizione indicata nei documenti per la comunione dei beni non sarebbe risultata coerente con quella presente negli atti delle pubblicazioni. Per questo l’ufficiale ha chiesto direttamente all’86enne se quell’autografo fosse stato apposto da lui.

L’uomo, secondo quanto riferito, è apparso stupito e interdetto e ha negato di aver firmato la scelta del regime patrimoniale. Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato una condizione di confusione e disorientamento: l’anziano non sarebbe stato in grado di spiegare con chiarezza le ragioni della decisione di sposarsi. La sottoscrizione è stata quindi acquisita come elemento alla base della segnalazione.

Dai dubbi familiari alla denuncia

La coppia aveva deciso di sposarsi nello scorso aprile, dopo che l’uomo era rimasto vedovo. La relazione aveva suscitato perplessità tra i familiari, in particolare tra le figlie dell’anziano, che avevano manifestato i propri dubbi anche agli uffici comunali. La donna, di origine albanese e con precedenti penali, secondo quanto riportato, non potrà al momento procedere con le nozze né accedere al regime patrimoniale previsto.

La vicenda è ora al vaglio della Procura. La 51enne risulta indagata per circonvenzione di incapace, mentre l’86enne è considerato parte lesa. L’ipotesi investigativa dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti sulla sottoscrizione, sulle condizioni dell’uomo e sulle circostanze che hanno preceduto la richiesta di celebrazione.

Il sindaco Romagnoli ha sottolineato il ruolo svolto dall’ufficio di stato civile, sostenendo che gli addetti non si sono limitati a un controllo formale degli atti. La verifica sulla firma ha infatti consentito di fermare la procedura e di trasmettere il caso agli organi competenti. Saranno ora gli inquirenti a stabilire se vi siano state pressioni o condotte finalizzate ad approfittare della condizione dell’anziano.