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Olio toscano, attesa una campagna 2026 più ricca e di qualità

Consorzio: raccolta tra fine settembre e inizio ottobre, ma il meteo resterà decisivo

Olio toscano, attesa una campagna 2026 più ricca e di qualità

La campagna olearia 2026 in Toscana si avvia con prospettive positive sia sul fronte della quantità sia su quello della qualità. Le stime del Consorzio di tutela dell’olio Toscano Igp indicano una produzione medio-buona, potenzialmente superiore a quella della scorsa annata, anche se il quadro definitivo dipenderà dall’andamento climatico delle prossime settimane.

Il punto è stato fatto alla vigilia dell’avvio della raccolta, previsto tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, dal presidente del Consorzio, Fabrizio Filippi. Dopo una stagione caratterizzata da una produzione particolarmente debole soprattutto nella parte settentrionale della regione, per il 2026 si prevede una situazione più omogenea nei diversi territori toscani e un incremento delle olive disponibili.

Produzione e quotazioni

Sul versante commerciale, l’olio Toscano Igp si presenta all’inizio della nuova campagna con prezzi sostanzialmente in linea con quelli della stagione precedente. Un andamento diverso da quello registrato più in generale dall’olio italiano, le cui quotazioni, secondo quanto riferito dal Consorzio, sono scese da circa 9,50 euro a 5 euro.

Per il prodotto a indicazione geografica protetta non sono previsti, al momento, grandi scostamenti. L’evoluzione dei prezzi resterà comunque legata alle dimensioni del raccolto e alle dinamiche del mercato nei prossimi mesi. Anche la resa effettiva, cioè la quantità di olio ottenibile da un determinato quantitativo di olive, potrà essere valutata soltanto dopo l’inizio delle operazioni nei frantoi.

Il ruolo del clima

Le olive risultano attualmente in buone condizioni e lasciano ipotizzare una resa discreta. Il caldo intenso ha sottoposto le piante a stress, ma ha anche contribuito a limitare la presenza della mosca dell’olivo, uno dei principali fattori di rischio per la qualità del prodotto. Nei mesi di luglio e agosto, secondo il Consorzio, non sono stati rilevati attacchi significativi.

L’assenza dell’insetto potrebbe favorire un olio di qualità superiore rispetto a quello della scorsa annata, ma il rischio non è ancora del tutto superato. Eventuali attacchi nel mese di ottobre potrebbero modificare le previsioni. Anche una siccità prolungata avrebbe effetti negativi, mentre la pioggia nelle prossime settimane potrebbe contribuire a scongiurare particolari problemi per il raccolto.

La raccolta, inoltre, oggi tende a iniziare prima rispetto a 15 o 20 anni fa: dal punto di vista climatico la campagna si è anticipata di almeno un mese. L’avvio precoce può essere una scelta orientata alla qualità, perché consente di ottenere un prodotto migliore pur con una resa percentuale in olio leggermente inferiore. Il costo delle operazioni, invece, non cambia in base al momento della raccolta.

Il risultato definitivo dell’annata sarà quindi determinato dalle condizioni meteorologiche e dalle prime valutazioni sulle rese. Le premesse indicate dal Consorzio restano comunque favorevoli: più olive rispetto allo scorso anno, una presenza finora contenuta della mosca e una raccolta pronta a partire all’inizio dell’autunno.