Cartellone culturale

A Firenze il jazzista che improvvisa con l’intelligenza artificiale

Tre serate alla Certosa tra ricerca sonora, repertorio antico e formazioni orchestrali

A Firenze il jazzista che improvvisa con l’intelligenza artificiale

Prosegue alla Certosa di Firenze la quinta edizione di FilArmonia, rassegna dedicata al rapporto tra musica e spiritualità e ideata da Paolo Cognetti. Il programma prevede tre concerti, in calendario il 22, 23 e 26 settembre 2026, tutti con inizio alle 21. L’ingresso è gratuito, ma la partecipazione richiede la prenotazione online.

Il dialogo tra musicista e tecnologia

Martedì 22 settembre il protagonista sarà Ferdinando Romano, contrabbassista e compositore, con Algoritmo, un progetto costruito sul dialogo tra interprete e macchina. Al centro dello spettacolo c’è l’integrazione dell’intelligenza artificiale nell’improvvisazione, ambito di ricerca sviluppato da Romano nel dottorato che sta seguendo al dipartimento di musica elettronica del Conservatorio di Como.

Il lavoro è portato avanti in collaborazione con Mmt Milano e l’Ircam di Parigi. Romano è stato invitato a presentare la propria ricerca in diversi appuntamenti internazionali, tra cui la International Computer Music Conference del 2025 a Boston. Nel suo percorso figurano collaborazioni con musicisti come Ralph Alessi, Enrico Rava, Robin Eubanks, Benny Golson e Alexander Hawkins. Nel 2020 ha ricevuto il riconoscimento di miglior nuovo talento italiano nel Top Jazz.

Dal Duo Dragonfly all’orchestra

Mercoledì 23 settembre sarà la volta del Duo Dragonfly, formato dalla violista Danusha Waskiewicz e dalla violoncellista Naomi Berrill. Le due artiste presenteranno Nymph, album in uscita nella settimana precedente, con un repertorio che combina viola, violoncello e voci, attraversando epoche e tradizioni diverse: da Dowland e Purcell a Bach, Bartók e Britten, fino alle melodie popolari irlandesi.

Nato nel 2021, il duo riunisce esperienze maturate in ambito classico, contemporaneo, jazz, barocco e folk. Waskiewicz, allieva di Tabea Zimmermann, ha suonato nella Gustav Mahler Jugend Orchester, nella Berliner Philharmoniker e come prima viola dell’Orchestra Mozart, anche sotto la direzione di Claudio Abbado. Berrill, irlandese d’origine e toscana d’adozione, ha collaborato con interpreti tra cui Giovanni Sollima, Mario Brunello, Vincent Courtois, Ernst Reijseger e Alessandro Lanzoni. È inoltre legata alla compagnia del coreografo Virgilio Sieni e a realtà del design e dell’artigianato.

La chiusura del programma è affidata a Metamorfosi, in calendario sabato 26 settembre. Gli archi dell’Orchestra Filarmonica di Firenze – La Filharmonie saranno diretti dal maestro Nima Keshavarzi. In scaletta i Metamorphosen di Richard Strauss, le Lachrymae di Benjamin Britten, con Matteo Rocchi alla viola solista, e la Tallis Fantasia di Ralph Vaughan Williams. Il concerto propone un percorso sui temi della memoria, del dolore, della morte e della trasformazione.