Numeri e quartieri

Tetto agli alunni stranieri, a Firenze coinvolti 19.267 studenti

Il 18% degli iscritti provinciali non ha cittadinanza italiana: incidenze più alte nell’Empolese e nel nord-ovest fiorentino.

Tetto agli alunni stranieri, a Firenze coinvolti 19.267 studenti

Il limite del 30% di alunni stranieri per classe, introdotto come raccomandazione nel 2010 dall’allora ministra dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, potrebbe diventare una norma. L’ipotesi rilanciata dal governo riguarderebbe in particolare gli studenti che parlano poco o per nulla italiano, secondo quanto spiegato dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Nella provincia di Firenze il provvedimento interesserebbe 19.267 alunni.

I numeri della presenza scolastica

I dati dell’Osservatorio scolastico regionale, aggiornati all’anno scolastico 2024/2025, indicano che il 18% degli iscritti non ha cittadinanza italiana. La quota più elevata si registra nella scuola primaria, dove raggiunge il 21% del totale. Tra le nazionalità più rappresentate figurano quella albanese, con il 18%, quella cinese, con il 17,9%, e quella peruviana, con il 12,1%.

Le percentuali più alte si concentrano nell’area empolese, dove gli alunni stranieri rappresentano il 20,46% degli iscritti, e nella zona fiorentina nord-ovest, con un’incidenza del 19,15%. Nella scuola secondaria di secondo grado, invece, la quota maggiore si trova negli istituti tecnici: qui è iscritto il 36,29% degli studenti senza cittadinanza italiana appartenenti a questa fascia d’età.

Nel comune di Firenze, la media degli iscritti stranieri alla primaria e alla secondaria di primo grado è del 21,51%, circa un alunno su cinque. Il dato varia tra i quartieri: il valore più alto è quello del Quartiere 1, con il 27,71%, mentre il più basso si registra nel Quartiere 3, con il 13,92%.

Allargando l’analisi alla Città metropolitana, Campi Bisenzio è il comune con la maggiore incidenza, pari a poco meno del 20%. L’area fiorentina nord-ovest conta complessivamente 3.755 studenti senza cittadinanza italiana; le comunità più numerose sono quella cinese, con il 29,2%, quella albanese, con il 18,8%, e quella rumena, con il 10,5%. Nell’area empolese gli iscritti stranieri sono 3.924. Le incidenze più elevate, intorno al 20%, riguardano Fucecchio, Castelfiorentino e Cerreto Guidi.

Il confronto politico e le risposte del Comune

La sindaca di Firenze Sara Funaro ha criticato l’ipotesi del tetto, definendola uno slogan legato alla ricerca del consenso e sostenendo che il governo dovrebbe finanziare centri di alfabetizzazione, sostegno linguistico e progetti di integrazione. Alla sua posizione si è aggiunta quella dell’assessora all’Educazione Benedetta Albanese.

In città sono attivi da 26 anni i centri Giufà, Gandhi e Ulysse, dedicati all’apprendimento dell’italiano come seconda lingua. Le scuole segnalano gli alunni in difficoltà e, attraverso facilitatori e mediatori linguistici e culturali, viene attivato un percorso personalizzato. L’anno scorso i centri hanno seguito 1.300 studenti; per l’anno in corso ne sono previsti oltre 1.200. Il servizio, ha spiegato l’assessora, è finanziato interamente con risorse comunali.

Sul fronte opposto, l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Francesco Torselli ha difeso il provvedimento e accusato Funaro e il Partito democratico di proporre una lettura ideologica dell’accoglienza. Il confronto resta quindi aperto tra chi considera il limite uno strumento per favorire l’integrazione linguistica e chi lo ritiene una misura inefficace rispetto alle esigenze concrete delle scuole e delle famiglie.