Le piccole e medie imprese della Toscana guardano ai mercati esteri e all’innovazione per sostenere la crescita nei prossimi anni. Secondo il Market Watch PMI realizzato da Banca Ifis, il 16,2% delle aziende già internazionalizzate prevede di entrare in nuovi Paesi o di aumentare le vendite oltreconfine nel prossimo triennio. Tra le imprese che oggi non esportano, il 5,1% valuta invece un primo ingresso sui mercati internazionali.
Il quadro emerge in una fase caratterizzata da pressioni sui costi e da incertezza macroeconomica, ma mostra una tenuta finanziaria superiore alla media nazionale. Nel 2026 l’84% delle Pmi toscane prevede una situazione stabile o in miglioramento, contro il 78% rilevato a livello italiano. Il 41% delle imprese si trova in una fase di crescita o di sviluppo accelerato, mentre il 48% considera operazioni di espansione o cambiamento nell’arco dei prossimi tre-cinque anni.
Un sistema produttivo aperto ai mercati
La regione genera il 6,5% del Pil nazionale e contribuisce per il 12% all’export italiano. Il tessuto produttivo è composto soprattutto da Pmi legate al Made in Italy e alla manifattura: il 59% delle imprese vende già all’estero, una quota superiore di 14 punti percentuali rispetto alla media nazionale. Nel 2025 le esportazioni regionali sono cresciute del 21% sull’anno precedente, sostenute in particolare dai comparti della farmaceutica e della metallurgia.
La dinamica delle aziende si riflette anche sul lavoro. Il tasso di occupazione regionale è pari al 70,5%, contro il 62,5% della media italiana. Tra il 2023 e il 2025 i ricavi delle imprese toscane sono aumentati in media del 2,2% all’anno, mentre nello stesso periodo il dato nazionale ha registrato una flessione dello 0,9%. La crescita si è sviluppata nonostante le tensioni geopolitiche, l’aumento dei costi energetici e la maggiore complessità dei mercati internazionali.
Investimenti digitali e intelligenza artificiale
La ricerca segnala inoltre un’accelerazione sul fronte tecnologico. Il 61% delle Pmi utilizza o sta adottando soluzioni cloud, mentre il 41% è già operativo o in fase di introduzione dell’intelligenza artificiale. Le imprese attribuiscono a queste applicazioni effetti concreti sulla gestione: l’uso dell’IA viene associato a un incremento medio del fatturato del 6%, a una riduzione dei costi operativi del 7% e a una crescita della redditività del 7%.
Accanto al credito tradizionale si stanno diffondendo strumenti finanziari complementari. Tra le aziende che valutano il ricorso all’equity, il 51% si dichiara disponibile ad aprire il capitale a investitori esterni. Nel 2025 il 7% delle operazioni di fusione e acquisizione tra imprese italiane ha coinvolto una società toscana. Per Nedo Vitali, responsabile commerciale Area Centro Tirreno di Banca Ifis, la competitività regionale dipenderà dalla capacità di rafforzare internazionalizzazione, innovazione, digitalizzazione e operazioni di aggregazione.