Francesco Ventura, già ordinario di urbanistica all’Università di Firenze, difende la scelta di completare la nuova linea 3.2.2 della tramvia e invita a valutare il progetto con pragmatismo. Al centro del confronto ci sono l’arrivo dei cantieri sul viale dei Mille, nel quartiere del Campo di Marte, e il passaggio dei binari sotto la ferrovia alle Cure.
Secondo Ventura, il fatto che esista un progetto approvato rappresenta già una garanzia sulla sostenibilità dell’intervento. A suo giudizio, se l’amministrazione ha definito il tracciato e ottenuto l’approvazione, significa che l’area è stata considerata in grado di sopportare l’impatto dei lavori e dell’infrastruttura. Le criticità, sostiene, dovranno essere affrontate individuando le soluzioni più efficaci durante l’attuazione.
Il confronto sugli alberi
Il docente considera tardive le polemiche sul possibile taglio degli alberi e sulle conseguenze ambientali dell’intervento. A suo parere, il tema è emerso con particolare forza soltanto quando il progetto si è avvicinato alla fase esecutiva, assumendo così anche un carattere politico. Ventura ritiene tuttavia che la questione non possa essere ricondotta soltanto allo scontro tra maggioranza e opposizione.
La domanda principale, osserva, è se la linea debba essere realizzata oppure no. Una volta compiuta la scelta, aggiunge, l’obiettivo dovrebbe essere portarla a termine nel modo migliore, correggendo eventuali problemi e riducendo i disagi. Nel ragionamento rientrano anche le possibili difficoltà per le attività commerciali del Campo di Marte, che potrebbero risentire dei lavori per un periodo, ma che secondo l’urbanista avrebbero poi modo di recuperare.
Il ruolo del trasporto pubblico
Ventura richiama le discussioni che negli anni hanno accompagnato la realizzazione delle altre linee, dall’Isolotto a Rifredi, fino ai tracciati verso Gavinana e Bellariva. Ricorda inoltre il confronto sul mancato passaggio del tram dal Duomo, decisione assunta durante l’amministrazione di Matteo Renzi e da lui non condivisa, pur riconoscendo che nel tempo quella scelta può aver prodotto alcuni effetti positivi.
L’urbanista, che ha 82 anni e racconta di aver seguito per decenni le commissioni dedicate alla pianificazione, ritiene che anche la futura linea verso Rovezzano possa trovare una propria utilità. Pur partendo da una zona in cui il collegamento sembra avere un punto terminale poco significativo, secondo Ventura il servizio potrebbe essere utilizzato se venisse offerta un’alternativa concreta all’automobile.
Il ragionamento riguarda anche le abitudini dei residenti. I numeri delle linee già attive, osserva, comprendono molti anziani, studenti e turisti, mentre una parte dei lavoratori fiorentini continua a servirsi dell’auto. Ma la sua previsione è che, con il tempo, un trasporto pubblico efficiente possa convincere un numero crescente di persone a lasciare la vettura a casa.