Pendolari toscani

Urto tra treni a Reggello, la procura apre un fascicolo

Convoglio merci deragliato e sequestrato; circolazione ripristinata su un solo binario, mentre proseguono gli accertamenti.

Urto tra treni a Reggello, la procura apre un fascicolo

La procura di Firenze ha aperto un fascicolo, al momento senza indagati, per ricostruire le cause dell’incidente ferroviario avvenuto sulla linea Pontassieve-Sant’Ellero, nel territorio di Reggello. L’episodio si è verificato venerdì pomeriggio e ha coinvolto il regionale 18841 e un convoglio destinato al trasporto merci. Non si sono registrati feriti, ma l’impatto ha provocato la rottura di alcuni finestrini e molta paura tra i passeggeri.

La Polizia ferroviaria, su disposizione della magistratura, ha sequestrato il vagone del treno merci rimasto coinvolto nell’urto. L’obiettivo è verificare, tra gli altri aspetti, se sul convoglio della Cfi, impresa esterna al Gruppo Fs Italiane, siano stati eseguiti regolarmente gli interventi di manutenzione. Gli accertamenti dovranno inoltre chiarire la dinamica dello svio e l’eventuale presenza di responsabilità.

Le ipotesi al vaglio

Secondo una prima ricostruzione, il treno merci sarebbe uscito dai binari e si sarebbe inclinato lievemente, finendo per urtare il regionale Prato-Montevarchi che procedeva a velocità ridotta sulla linea opposta. Tra le ipotesi investigative figura quella del delitto colposo di pericolo, previsto dall’articolo 450 del codice penale. La norma riguarda le condotte, anche omissive e colpose, che fanno sorgere o mantengono il rischio di un disastro ferroviario.

La circolazione sulla linea Aretina è ripresa ieri mattina, intorno alle 9, su un solo binario. Sull’altra rotaia, per circa un chilometro, sono proseguiti i lavori di ripristino, con la liberazione completa del tracciato prevista per domani. L’assessore regionale ai Trasporti Filippo Boni ha sottolineato che i disagi sono stati contenuti rispetto alla gravità dell’incidente.

Le proteste dei pendolari

L’episodio si inserisce però in un quadro di disservizi che da tempo alimenta le proteste degli utenti. Il giorno precedente si erano verificati ritardi e problemi sulla linea aretina a causa di un guasto all’alimentazione elettrica. Anche venerdì mattina, nell’orario di punta, erano state segnalate cancellazioni e ulteriori ritardi in direzione di Firenze.

Il presidente della Toscana Eugenio Giani ha indicato nel nuovo passante dell’alta velocità un’opera destinata a decongestionare e migliorare le linee regionali, ribadendo però la necessità di garantire la sicurezza dei viaggiatori. Giani e Boni intendono chiedere al ministro Matteo Salvini un intervento urgente sulla linea, considerata un’infrastruttura strategica. Rfi ha previsto 200 milioni di euro per lavori di manutenzione nell’area metropolitana fiorentina, compresi interventi sulla linea Faentina.

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale Matteo Zoppini, che ha presentato un’interrogazione sulla situazione dei trasporti ferroviari in Valdarno. Maurizio Da Re, portavoce del Comitato pendolari Valdarno direttissima, ha definito l’accaduto un fatto grave e ha chiesto di accertare eventuali responsabilità. Il tema sarà affrontato nella riunione del 6 ottobre con l’assessore Boni e i sindaci del Valdarno.