Logistica

Prezzi Eni, distributori in difficoltà per le scorte di carburante

L'afflusso eccezionale divide i gestori tra rassicurazioni e accuse di concorrenza sleale

Prezzi Eni, distributori in difficoltà per le scorte di carburante

Il tetto ai prezzi del carburante deciso da Eni ha creato incertezza tra i distributori, alle prese con una domanda improvvisamente difficile da prevedere e con il rischio di esaurire le scorte. L’effetto della misura si è fatto sentire soprattutto nei punti vendita che avevano riempito le cisterne venerdì, prima dell’annuncio del price cap: in alcuni casi le disponibilità sono terminate già nelle prime ore del mattino.

La situazione non riguarda soltanto la rete Eni. I gestori di altri marchi, che avevano acquistato quantitativi più consistenti in vista di possibili rincari, temono ora di subire un calo delle vendite e di trovarsi con margini ridotti. Al contrario, chi non aveva effettuato rifornimenti sufficienti deve fare i conti con un afflusso eccezionale e con tempi di approvvigionamento non sempre immediati.

La filiera dopo la chiusura di Calenzano

Eni ha ammesso che non è possibile escludere problemi di stock legati a variazioni particolarmente forti della domanda, non correlate alle normali necessità di consumo e non preventivamente quantificabili. Secondo l’azienda, alcuni picchi potrebbero non essere assorbiti dalla struttura logistica. Non tutti i punti vendita, però, segnalano difficoltà: il gestore di via Senese, nonostante la presenza di numerosi automobilisti, ha escluso rischi di esaurimento.

La chiusura definitiva del sito Eni di Calenzano, dopo l’esplosione del dicembre 2024 costata la vita a cinque persone, non sarebbe invece all’origine dei problemi di distribuzione. Massimiliano Micelli, segretario provinciale di Figisc Confcommercio, ha spiegato che la filiera è stata riorganizzata e che l’eventuale mancanza di prodotto dipende dall’enorme afflusso, non dalla distanza dal deposito di Livorno. Possibili soltanto lievi ritardi nelle consegne, in caso di traffico intenso sulla FiPiLi.

Il confronto tra le associazioni

Secondo Micelli, Eni avrebbe previsto vendite aggiuntive per sostenere la richiesta. La decisione, arrivata senza preavviso, avrebbe però modificato gli equilibri del mercato: gli altri operatori rischiano di perdere vendite e i benzinai indipendenti potrebbero non avere la possibilità economica di adeguare i propri prezzi. Il rappresentante di Figisc ha comunque definito l’iniziativa lodevole per i consumatori.

Di segno opposto la valutazione di Federico Valacchi, presidente regionale Faib Confesercenti Toscana. A suo giudizio, il prezzo praticato da Eni potrebbe derivare da una precedente speculazione oppure dalla vendita sottocosto. Valacchi chiede inoltre chiarimenti sulla gestione delle giacenze già acquistate dai gestori e auspica un rimborso per i prodotti presenti al momento dell’applicazione dello sconto. In caso contrario, sostiene, il costo della riduzione ricadrebbe sui gestori e si determinerebbe una possibile concorrenza sleale ai danni delle altre compagnie.