Sicurezza fluviale

Firenze, panconi sull’Arno tra Ponte Vecchio e Santa Trinita

Il sistema d’emergenza copre tre tratti dei lungarni; previste anche chiusure stagne per le abitazioni dell’Oltrarno.

Firenze, panconi sull’Arno tra Ponte Vecchio e Santa Trinita

Firenze ha presentato il sistema di paratie mobili destinato a essere installato in caso di piena dell’Arno. L’intervento riguarda in particolare il tratto di lungarno Acciaiuoli compreso tra Ponte Vecchio e ponte Santa Trinita e rientra nelle opere di mitigazione del rischio idraulico realizzate in città. La presentazione è avvenuta il 1° ottobre 2026, a sessant’anni dall’alluvione del 4 novembre 1966.

Le opere, finanziate con circa 15 milioni di euro del Pnrr, hanno interessato complessivamente oltre 4,5 chilometri di sponde cittadine. Il sistema non costituisce una barriera permanente lungo il fiume: i panconi modulari dovranno essere montati quando le previsioni e l’andamento della piena renderanno necessaria la loro attivazione. Per questo l’intervento è stato inserito nel quadro della protezione civile, più che in quello delle opere strutturali pensate per mettere definitivamente Firenze al riparo dall’Arno.

Le opere sui tre lungarni

Sul lungarno Acciaiuoli la paratia interesserà circa 230 metri e sarà composta da elementi modulari di due metri per 70 centimetri. Sul lungarno delle Grazie il tratto interessato sarà di circa 270 metri, mentre sul lungarno Diaz l’intervento riguarderà 175 metri, senza prevedere in questo caso l’impiego dei panconi. Il sistema è progettato per consentire il transito in sicurezza di portate fino a 3.500 metri cubi al secondo sotto le arcate di Ponte Vecchio.

Resta da valutare sul campo l’efficacia della soluzione in presenza di un evento di piena. Secondo quanto riportato, l’installazione delle paratie su un lato dei lungarni potrebbe infatti spingere l’acqua con maggiore forza verso l’altra sponda. Ai residenti dell’Oltrarno viene quindi consigliato di predisporre finestre a tenuta stagna, come misura aggiuntiva di protezione degli edifici.

La funzione di protezione civile

Il tema si inserisce nel dibattito sulle strategie per la sicurezza idraulica della città. I principali piani elaborati negli anni per proteggere Firenze e ampie aree della Toscana dalle piene dell’Arno, dal piano De Marchi-Supino del 1970 al progetto pilota regionale dei primi anni Ottanta e al piano di bacino del professor Nardi del 1989, non prevedono paratie o argini all’interno di Firenze. La protezione della città, secondo l’impostazione richiamata nell’articolo, dovrebbe soprattutto passare da interventi realizzati a monte.

L’alluvione del 1966 resta il riferimento della pianificazione: allora Firenze fu sommersa da oltre 160 milioni di metri cubi d’acqua, con una portata stimata in 4.100 metri cubi al secondo. Le nuove strutture mobili rappresentano dunque una misura da utilizzare in emergenza, senza sostituire gli interventi complessivi di prevenzione del rischio lungo il bacino dell’Arno.