Memoria cittadina

Terrazza Vasariana, proposta l’intitolazione agli Angeli del fango

L’assemblea ha dato via libera unanime all’atto inserito nel Dup, nel percorso verso il sessantesimo anniversario dell’alluvione.

Terrazza Vasariana, proposta l’intitolazione agli Angeli del fango

Il Consiglio comunale di Firenze ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che apre la strada all’intitolazione della Terrazza Vasariana agli Angeli del fango, i volontari che parteciparono alla mobilitazione seguita all’alluvione del 4 novembre 1966. Per il momento si tratta di una proposta inserita nel Documento unico di programmazione, ma l’obiettivo potrebbe diventare realtà nei prossimi passaggi amministrativi.

La terrazza interessata si trova sul Lungarno Anna Maria Luisa de’ Medici, in un’area direttamente collegata al fiume e considerata particolarmente simbolica per la città. La scelta del luogo risponde all’esigenza di associare il ricordo dei volontari a uno spazio stabile e riconoscibile nel cuore di Firenze.

Il voto unanime dell’assemblea

L’atto è stato presentato dal consigliere di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio comunale Alessandro Draghi. Il documento è stato sottoscritto anche dalle consigliere e dai consiglieri Angela Sirello e Giovanni Gandolfo, entrambi di Fratelli d’Italia, insieme ad Andrea Ciulli, presidente della commissione toponomastica.

La proposta si inserisce nel percorso che conduce al sessantesimo anniversario dell’alluvione del 1966, ricorrenza per la quale Firenze è impegnata in un programma di iniziative rivolte anche alle nuove generazioni. L’obiettivo indicato è trasmettere i valori della solidarietà, della prevenzione e dell’impegno civico rappresentati dalla mobilitazione spontanea degli Angeli del fango.

Il significato della dedica

Secondo Draghi, alla città manca ancora un toponimo dedicato agli Angeli del fango, diventati uno dei simboli della risposta collettiva alla catastrofe. Per il consigliere, il riconoscimento dovrebbe trovarsi in un luogo legato al corso d’acqua, elemento centrale nella storia dell’alluvione e nella memoria della comunità fiorentina.

Ciulli ha definito significativa la possibilità di dare a questa memoria un riferimento permanente nel centro di Firenze. La dedica, ha sottolineato, non servirebbe soltanto a ricordare quanto accadde nel 1966, ma anche a valorizzare la solidarietà, la partecipazione civica e la capacità di una comunità di reagire e rialzarsi nei momenti più difficili.