È iniziato il 12 ottobre 2026, a Firenze, il seminario di formazione politica dedicato a L’Europa nel caos globale. L’iniziativa si svolge nella sede della Fondazione Circolo Fratelli Rosselli, in via degli Alfani, ed è promossa dalla Fondazione insieme all’Ufficio Progetti di cultura politica del Partito Democratico.
Il percorso è articolato in tre giornate, il 12, il 19 e il 26 ottobre, e coinvolge 40 corsisti selezionati tra militanti e dirigenti del Pd, in larga parte appartenenti all’organizzazione giovanile, oltre a partecipanti indicati dalla Fondazione. I lavori sono stati aperti da Valdo Spini, presidente della Fondazione Circolo Fratelli Rosselli, e da Tommaso Sasso, responsabile nazionale dei Progetti di cultura politica del Pd.
Il quadro internazionale
Spini ha spiegato che il titolo dell’iniziativa intendeva già richiamare la gravità della situazione internazionale, ma ha sottolineato un ulteriore aggravamento legato, a suo giudizio, alle iniziative unilaterali del presidente statunitense Trump. Nel suo intervento ha richiamato il ruolo dell’Europa nel conflitto in Ucraina, sostenendo che la capacità dell’Unione Europea di mantenere la coesione, anche attraverso un rapporto con la Gran Bretagna laburista, sarà decisiva per ottenere un ruolo nelle trattative di pace.
Secondo Spini, in assenza di una posizione europea comune il confronto potrebbe ridursi a un dialogo tra Trump e Putin, oppure coinvolgere anche la Cina nel caso di un eventuale incontro tra i tre leader. Il presidente della Fondazione ha inoltre rimarcato la differenza tra la situazione ucraina e quella venezuelana, contestando l’accostamento tra il presidente Volodymyr Zelensky e Nicolás Maduro.
Le lezioni in programma
Tommaso Sasso ha descritto la fase attuale come una tempesta perfetta per l’Europa, caratterizzata dal riemergere della crisi economica, dalle difficoltà nelle relazioni internazionali tradizionali, in particolare con gli Stati Uniti, e dal ritorno della guerra ai confini del continente. A suo avviso, questa situazione richiede una reazione urgente, fondata su coraggio, visione e responsabilità, per contrastare il rischio di conflitto, crisi e disgregazione del progetto europeo.
Tra le lezioni della prima giornata figura quella di Federica Bicchi, professoressa associata di Relazioni internazionali all’Università di Firenze, dedicata all’azione esterna dell’Unione Europea, ai suoi limiti e alle sue contraddizioni. Nel pomeriggio sono previsti il panel sulle istituzioni europee, con Piero Graglia e Claudio Tito, e l’intervento di Marco Leonardi su salari, disuguaglianze e occupazione in Italia e in Europa.
La seconda giornata, in programma il 19 ottobre, sarà dedicata all’economia europea e al disordine globale, con gli interventi di Giorgia Giovannetti, Marco Buti, Antonella Mansi, Salvatore Rossi e Maria Stella Rognoni. Il terzo appuntamento, fissato per il 26 ottobre, affronterà invece le sfide dell’intelligenza artificiale nella prospettiva europea.