Possedere un’abitazione non significa aver concluso le spese legate alla casa. Tra bollette, riscaldamento, oneri condominiali e tributi locali, il costo della gestione può arrivare a pesare quanto una rata del mutuo. A Firenze, 1.860 cittadini si sono rivolti agli sportelli di Federconsumatori per affrontare problemi legati alle forniture domestiche. Le richieste hanno portato alla rateizzazione o alla dilazione di bollette per complessivi 835mila euro.
Il fenomeno è in crescita: tra il primo aprile 2025 e il 30 aprile 2026 le domande di rateizzazione sono aumentate del 20 per cento rispetto al periodo precedente. La fotografia è contenuta in un’indagine di Federconsumatori Toscana e mostra difficoltà non limitate alle famiglie in condizioni di povertà, ma estese anche a lavoratori, pensionati e giovani.
Le richieste agli sportelli
Su 890 interventi classificati in base alla tipologia, 821 si sono conclusi favorevolmente, con un tasso di successo del 92,2 per cento. Quasi la metà delle pratiche, 440, riguarda richieste di rateizzazione preventiva, presentate prima della ricezione di una messa in mora. In altri 232 casi gli utenti si sono rivolti all’associazione dopo un sollecito formale, mentre 128 interventi sono stati avviati d’urgenza per evitare la riduzione della potenza elettrica al 15 per cento o il distacco della fornitura. Altri 90 casi hanno riguardato reclami e contestazioni.
L’elettricità è la voce che incide maggiormente sui bilanci, con 405 pratiche, pari al 45,5 per cento del totale. Seguono il gas con 350 casi, il 39,3 per cento, e l’acqua con 135, il 15,2 per cento. L’importo medio delle bollette oggetto di rateizzazione è di 935 euro, con punte di 2.600 euro, soprattutto a causa di conguagli riferiti a più mesi. Per estinguere il debito servono mediamente 5,4 mesi; nel 19,1 per cento dei casi il piano di rientro arriva fino a un anno. L’insolvenza residua si attesta al 3,2 per cento.
Il costo della gestione abitativa
Tra gli utenti seguiti figurano soprattutto lavoratori del terziario e del turismo: sono 369, il 41,5 per cento, con redditi familiari annui compresi tra 16mila e 24mila euro. Seguono 290 pensionati monoreddito, pari al 32,6 per cento, spesso con assegni inferiori a mille euro mensili. Le famiglie vulnerabili o monogenitoriali sono 135, il 15,2 per cento, mentre i giovani lavoratori e fuorisede sono 96, il 10,7 per cento.
Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori, nel trimestre autunnale le spese per luce, gas, acqua e telefonia raggiungono 1.280,50 euro, con un incremento del 14,3 per cento rispetto all’anno precedente. L’elettricità cresce del 16,4 per cento e il gas del 18,8 per cento.
Per chi vive in condominio si aggiungono mediamente 462,60 euro per la prima rata del riscaldamento centralizzato, in aumento del 15,7 per cento, 481,60 euro di spese condominiali ordinarie, salite del 3,6 per cento, e 192,80 euro per la seconda rata della Tari, il 5,4 per cento in più. La somma complessiva arriva così a 2.417,50 euro in tre mesi, equivalenti a circa 806 euro al mese.
La presidente di Federconsumatori Toscana, Laura Grandi, segnala che l’aumento dei costi sta interessando anche il ceto medio e i lavoratori dipendenti. L’associazione sottolinea inoltre l’efficacia della prevenzione della morosità e della negoziazione di piani di rientro sostenibili, strumenti che possono evitare il distacco delle forniture. Tra le richieste avanzate figurano maggiori tutele, l’ampliamento dei bonus sociali e interventi per ridurre il costo dell’abitare.