Nuovo capitolo nella vicenda degli immobili dell’Asp Montedomini assegnati attraverso avvisi pubblici. L’associazione Salviamo Firenze per viverci ha presentato un’integrazione all’esposto già depositato nei mesi scorsi in Procura, concentrando l’attenzione su tre società risultate assegnatarie di alcuni bandi. Secondo l’associazione, gli appartamenti destinati a finalità sociali sarebbero stati utilizzati per affitti brevi, con possibili profili di rilievo penale.
Il presidente dell’associazione, Massimo Torelli, sostiene che nelle procedure possano essere state favorite aziende considerate vicine o comunque in possesso di informazioni privilegiate. L’ipotesi prospettata nell’esposto è quella della turbativa d’asta, ma Torelli ha precisato che la valutazione sull’eventuale esistenza di reati spetta esclusivamente alla magistratura. L’integrazione, ha spiegato, ricostruisce una serie di circostanze ritenute anomale attraverso i documenti societari e gli atti relativi agli avvisi.
Le tre società indicate nell’esposto
Tra i casi segnalati c’è quello della D’Amico Costruzioni, che si sarebbe aggiudicata un alloggio con un rialzo di appena 13 euro. L’immobile sarebbe stato poi utilizzato come bed and breakfast. L’associazione evidenzia inoltre che la stessa impresa svolge lavori di manutenzione per Montedomini e chiede di verificare se questo rapporto possa averle consentito di conoscere in anticipo elementi utili rispetto agli altri partecipanti.
Un secondo caso riguarda la Antonio Snc, società che avrebbe preso parte a più avvisi. Dalle visure camerali, l’impresa risulta attiva nella vendita al dettaglio di generi alimentari e, più precisamente, nella vendita ambulante di caldarroste. Il punto indicato è un chiosco all’angolo tra piazza della Repubblica e via degli Speziali, nel centro di Firenze. L’attività sarebbe riconducibile a Rita Padula, che, secondo quanto riportato, non ha fornito chiarimenti sulla vicenda né sul finanziamento di 4mila euro versato nell’ultima campagna elettorale a Firenze Futura, associazione civica a sostegno della sindaca.
La terza società citata è la Back-in Srl di Pisa, che avrebbe partecipato a due bandi per alloggi con finalità sociale, aggiudicandosi gli immobili e destinandoli poi ad affitti brevi. Nell’esposto viene sottolineato che la società sarebbe stata l’unica partecipante alle procedure e che i rilanci avrebbero avuto importi nulli o molto contenuti. L’associazione chiede quindi di accertare la regolarità delle assegnazioni e la coerenza degli utilizzi rispetto agli obiettivi sociali dell’ente.
La replica dell’Asp
Montedomini ha respinto le contestazioni con una nota dai toni molto netti. L’Asp ha dichiarato di essere pronta a fornire i chiarimenti nelle sedi competenti, chiedendo però che il confronto avvenga sulla base di fatti documentati e non di ricostruzioni definite complottistiche. L’ente ha inoltre annunciato la possibilità di tutelare la propria onorabilità per le accuse ritenute non provate.
Nella replica, l’Asp ha ribadito che la magistratura deve svolgere il proprio lavoro e ha assicurato collaborazione agli inquirenti, nell’interesse della verifica di eventuali reati. Montedomini ha infine definito inaccettabili le allusioni non documentate e il rischio di alimentare un clima di caccia alle streghe. Saranno dunque gli accertamenti degli organi competenti a stabilire se le procedure contestate presentino irregolarità.