FIRENZE – Si è svolta oggi, 9 luglio 2026, una manifestazione di grande partecipazione a Firenze, organizzata da Cgil, Cisl e Uil Toscana, in occasione della giornata di sciopero regionale dell’industria. Nonostante le alte temperature, in migliaia hanno preso parte al corteo, partito da piazza Bambine e bambini di Beslan e terminato in via Cavour, dove si sono svolti comizi davanti alla prefettura.
Tra i relatori, i segretari generali regionali Rossano Rossi (Cgil), Silvia Russo (Cisl) e Paolo Fantappiè (Uil) hanno evidenziato la situazione critica del settore. I sindacati hanno riportato una buona adesione allo sciopero, con la Sammontana di Empoli chiusa e punte di adesione pari o superiori al 90% in aziende come Dumarey, Magna, Pierburg, Trigano e Menci.
Le parole dei sindacati
La sindaca di Firenze, Sara Funaro, ha portato il suo saluto ai manifestanti all’inizio del corteo, insieme alla sindaca di Scandicci, Claudia Sereni, e all’assessora al lavoro della Regione Toscana, Alessandra Nardini. Rossano Rossi ha dichiarato: “Siamo di fronte a una settantina di tavoli aperti per nuove vertenze e oltre venti vertenze storiche, dalle acciaierie di Piombino alla Sanac. Ci sono oltre 15.000 lavoratori in cassa integrazione, con licenziamenti per motivi economici che negli ultimi cinque anni hanno superato i 20.000.”
Rossi ha sottolineato la necessità di trovare soluzioni innovative e di fare rete tra le aziende, in particolare quelle piccole e piccolissime, per affrontare la crisi industriale. Ha aggiunto che la Regione deve supportare queste realtà affinché possano accedere a nuove forme di digitalizzazione e innovazione organizzativa.
Richieste al Governo e alla Regione
Fantappiè ha affermato che è necessario chiedere investimenti pubblici e privati per rilanciare l’industria toscana, evidenziando che molte aziende, in particolare nel settore moda, hanno realizzato grandi utili senza reinvestirli nel lavoro. “Perdere l’industria significa impoverire fortemente la Toscana. Non possiamo pensare di vivere solo di turismo e servizi”, ha concluso.