Dialogo e pace

A Firenze il Festival ‘Reimagine Peace’ per una nuova narrazione della pace

Tre giorni di eventi e testimonianze per promuovere la pace tra israeliani e palestinesi.

A Firenze il Festival ‘Reimagine Peace’ per una nuova narrazione della pace

Firenze, 15 luglio 2026 – Il Festival ‘Reimagine Peace’ si è concluso con un forte messaggio di speranza e dialogo, richiamando l’attenzione sulla necessità di una nuova narrazione per affrontare i conflitti. Durante il convegno, il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha sottolineato l’importanza di “uscire dalle narrazioni che ci rassicurano” e di “aprire i confini e le porte” per costruire una pace autentica.

Il festival, che ha visto la partecipazione di artisti israeliani e palestinesi, si è svolto all’anfiteatro delle Cascine e ha incluso concerti e dibattiti. Noa, una delle curatrici artistiche, ha affermato che la pace è “un esercizio dell’immaginazione” e ha invitato a vedere nell’altro una persona, non un nemico.

Tra i relatori, l’imprenditore israeliano Maoz Inon ha condiviso la sua esperienza di vita accanto al palestinese Aziz Abu Sarah, evidenziando come la vendetta non porti a nulla e come sia possibile costruire alternative all’odio. Durante il festival, sono state presentate testimonianze di vita che sfidano la semplificazione del conflitto e promuovono l’ascolto reciproco.

Un messaggio di speranza

Il festival ha anche affrontato le recenti tragedie nel Vicino Oriente, come i massacri dopo il 7 ottobre e la distruzione di Gaza. Maurizio Certini, del Centro Internazionale Giorgio La Pira, ha evidenziato come gli eventi abbiano aperto un dialogo intenso tra intellettuali palestinesi e israeliani, mirando a un futuro comune. È stato proiettato un docufilm sul poeta palestinese Mohamed Darwish, la cui vita è stata segnata dall’occupazione.

Le madri di Parent’s Circle, Bushra e Robin, hanno condiviso la loro esperienza di perdita e il loro impegno per la pace, dimostrando che l’amore può prevalere sull’odio. La presidente della Fondazione La Pira, Patrizia Giunti, ha introdotto l’incontro con un richiamo alla storia e alla necessità di unire le forze per il bene comune.

La sindaca Sara Funaro ha elogiato l’impegno delle madri e ha sottolineato l’importanza di eventi come ‘Reimagine Peace’ per costruire una società più giusta e pacifica. Il festival è stato descritto come un’operazione di denuncia e un tentativo serio di far emergere la verità, aprendo la strada a una speranza condivisa per il futuro.

Infine, Noa ha concluso il festival con un appello a “riumalizzare gli uni gli altri” e a scrivere una storia diversa, basata su ascolto, gentilezza e creatività. L’evento ha visto la collaborazione di numerosi enti e organizzazioni, dimostrando che la pace è possibile attraverso il dialogo e la comprensione reciproca.