In Toscana, l’estate non desta particolari preoccupazioni per Firenze grazie alla diga di Bilancino, ma ci sono segnali di allerta per altre aree, in particolare per la Val di Cornia, Grosseto e l’Isola d’Elba. A comunicarlo è stata Gaia Checcucci, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale, durante una conferenza stampa dopo la seduta dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici.
Checcucci ha spiegato che si è passati da una situazione di severità idrica a una condizione di attenzione, con temperature record e precipitazioni a giugno inferiori del 30% rispetto alla media degli ultimi trent’anni. Aprile, in particolare, è stato un mese secco, il che ha impedito una ricarica adeguata delle falde acquifere, che comunque si trovano in uno stato dignitoso grazie agli anni precedenti.
Prospettive e necessità di pioggia
La segretaria generale ha sottolineato l’importanza di avere piogge nei prossimi giorni, avvertendo che potrebbero essere necessarie ordinanze di limitazione degli usi idrici prima della prossima riunione dell’Osservatorio, prevista per il 29 luglio. La situazione attuale richiede un monitoraggio costante e interventi tempestivi per evitare crisi idriche.
In un’ottica a lungo termine, Checcucci ha evidenziato la necessità di raccogliere e stoccare l’acqua, facendo riferimento agli invasi di Bilancino e Montedoglio, quest’ultimo attualmente al massimo della capacità. Sono previsti investimenti per migliorare la gestione della risorsa idrica, ma i risultati non saranno immediati.
Zone a rischio
Oggi, Montedoglio rappresenta un’importante risorsa per l’irrigazione e il rifornimento idrico, mentre Bilancino sta facendo il possibile per sostenere la domanda. Tuttavia, ci sono aree più vulnerabili, come le zone costiere, Grosseto, l’Isola d’Elba, la Val di Cornia e il Magra, dove la situazione idrica è particolarmente critica.