I sindacati italiani si sono mobilitati per un presidio oggi allo stabilimento di via Nenni, a causa del secondo incidente mortale sul lavoro avvenuto in Toscana in meno di una settimana. Nugaahapitiye Gedera Pushpakumara Ratnasurya, un operaio di 61 anni di origine sri lankese, è tragicamente deceduto mentre lavorava presso la Capp-Plast di Capalle. L’episodio è stato confermato dai sindacati, che denunciano l’inefficacia dei controlli sulla sicurezza sul lavoro.
La Rappresentanza Sindacale Unitaria (Rsu) ha chiesto che la prevenzione e i controlli diventino una priorità imprescindibile. A seguito della morte di Ratnasurya, la Cgil, la Cisl e la Uil hanno espresso le loro condoglianze alla famiglia, ma hanno anche evidenziato che ogni mortalità sul lavoro è una sconfitta che non possiamo più accettare.
La risposta dei sindacati
In una manifestazione che ha coinvolto numerosi lavoratori, è stato ribadito che la sicurezza non dovrebbe essere subordinata ai tempi di produzione. Mirko Zacchei, della Femca Toscana, ha sottolineato che servono urgentemente investimenti concreti in materia di sicurezza, controlli e formazione. Lo stesso richiamo è stato fatto dall’Anmil Toscana, che ha insistito sulla necessità di un confronto con la Regione riguardo l’inserimento di lavoratori di età avanzata nei lavori pericolosi.
Alessandro Grassini, presidente dell’Anmil, ha messo in evidenza il problema legato all’età lavorativa, chiedendo un tavolo di lavoro con le autorità regionali per esaminare le politiche previdenziali e la sostenibilità delle mansioni assegnate a lavoratori di oltre 60 anni. “Non è normale chiedere a una persona di questa età di affrontare turni e mansioni impegnative senza una valutazione dei rischi” ha dichiarato Grassini.
L’urgente necessità di un intervento
La situazione di emergenza è ulteriormente aggravata da quanto accaduto recentemente, con incidenti fatali non solo in Toscana, ma anche in altre regioni. I sindacati rimarcano la necessità di misure concrete e chiedono investimenti veri per garantire un ambiente di lavoro sicuro. “Le parole di circostanza non sono più sufficienti” hanno concluso, richiamando l’attenzione su una strage che sembra continuare in silenzio, con le morti sul lavoro che aumentano ogni giorno.