Aggressione sanitaria

Aggressione notturna a due dottoresse in un presidio sanitario

Due medici minacciati da pazienti in un presidio di continuità assistenziale a Firenze.

Aggressione notturna a due dottoresse in un presidio sanitario

FIRENZE – Un nuovo episodio di aggressione ai danni del personale sanitario si è verificato in Toscana, precisamente nel presidio di continuità assistenziale di via Gabriele D’Annunzio. Il fatto è stato denunciato dal presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Firenze, Pietro Dattolo, che ha espresso la sua preoccupazione per la sicurezza degli operatori sanitari, soprattutto durante le ore notturne.

Le due dottoresse coinvolte sono state minacciate e insultate da due uomini che si sono presentati nella struttura senza voler rispettare la procedura di registrazione al numero unico 116117. Questo comportamento ha assunto toni aggressivi e intimidatori, rendendo necessario l’intervento della polizia municipale. Fortunatamente, le colleghe non hanno riportato ferite, ma hanno vissuto momenti di forte tensione e preoccupazione per la loro incolumità.

Solidarietà e prevenzione

Dattolo ha espresso “piena solidarietà” alle dottoresse, sottolineando l’importanza di garantire un ambiente di lavoro sicuro per chi opera nel settore sanitario. Una delle dottoresse ha dovuto prolungare il proprio turno a causa dell’impossibilità di uscire in sicurezza dalla struttura. “Le aggressioni ai danni del personale sanitario rappresentano un fenomeno che richiede un impegno costante sul piano della prevenzione e della tutela degli operatori”, ha affermato Dattolo.

Il presidente dell’Ordine ha anche evidenziato che è fondamentale superare la logica della contrapposizione tra medici e pazienti, affermando che “il medico non è un avversario del paziente, bensì un professionista che lavora per la tutela della sua salute”. Ogni aggressione non colpisce solo il singolo professionista, ma compromette l’intero sistema sanitario e il rapporto di fiducia tra cittadini e operatori della salute.

Discriminazione di genere

Infine, Dattolo ha sottolineato come gli atteggiamenti intimidatori e violenti verso le donne che lavorano nella sanità siano particolarmente odiosi, poiché alla rottura del rapporto tra medico e paziente si unisce una chiara discriminazione di genere. È necessario un impegno collettivo per garantire la sicurezza e il rispetto per chi svolge un servizio pubblico essenziale.