Una chiazza rossastra e marrone comparsa sull’Arno, nella zona dell’Anconella a Firenze, aveva fatto scattare una segnalazione e un sopralluogo. Gli accertamenti hanno escluso la presenza di uno scarico di reflui: a provocare la particolare colorazione è stata la fioritura di un’alga unicellulare di acqua dolce, la Euglena sanguinea.
Il sopralluogo all’Anconella
Il controllo è stato eseguito l’8 settembre 2026, dopo la segnalazione della Polizia municipale relativa alla presenza di materiale rossastro sulla superficie dell’acqua, nei pressi dell’impianto sportivo dell’Anconella. Al momento dell’arrivo dei tecnici di Arpat, la chiazza risultava già quasi completamente dispersa.
Il vento aveva spinto il materiale verso monte, in direzione contraria rispetto alla corrente. Gli operatori hanno comunque raggiunto l’argine in un punto situato a monte del ponte di Varlungo, dove era ancora possibile osservare parte della sostanza segnalata. Al sopralluogo hanno partecipato anche personale di Publiacqua e una pattuglia della Polizia municipale.
Nessuna immissione visibile
Durante la verifica non sono state individuate immissioni visibili di reflui dall’argine del fiume e non sono stati rilevati odori particolari. Arpat ha informato Publiacqua dell’episodio, anche perché il vento stava già allontanando la chiazza dalla presa dell’acquedotto.
I tecnici hanno prelevato un campione di acqua superficiale dell’Arno nell’area interessata, a monte del ponte di Varlungo. L’acqua aveva una temperatura di 28 gradi e gli altri parametri verificati sul posto sono risultati compatibili con le condizioni osservate.
Il campione è stato quindi inviato ai laboratori Arpat. L’analisi al microscopio ha evidenziato un’abbondante presenza di Euglena sanguinea, responsabile della colorazione insolita. La fioritura di questa specie può verificarsi quando le temperature sono elevate, la portata del fiume è ridotta e la corrente scorre lentamente.
La presenza della chiazza aveva dunque un’origine naturale e non era riconducibile a uno scarico. Gli accertamenti hanno collegato il fenomeno alle condizioni dell’Arno nel tratto dell’Anconella, caratterizzate da acqua calda, bassa portata e velocità ridotta.