Boosta, musicista, compositore, tastierista e cofondatore dei Subsonica, è stato ospite il 16 ottobre 2026 del Festival di Luce! a Firenze. Al centro dell’incontro il rapporto con la musica, la ricerca della felicità, il successo e il coraggio necessario per scegliere ogni giorno ciò che si sente davvero proprio.
«La musica era la mia vita e ne avevo bisogno», ha raccontato, spiegando che la sua storia artistica è nata prima da una necessità espressiva che da un’ambizione. Per Boosta, fare musica significa rispondere a un’urgenza interiore e non soltanto svolgere un mestiere. La popolarità, ha osservato, è piuttosto un effetto collaterale del successo, mentre il successo autentico coincide con la possibilità di svegliarsi e dedicarsi a ciò che si ama.
La passione e il peso delle paure
Anche dopo un tour impegnativo con i Subsonica, ha spiegato l’artista, la fatica lascia spazio alla soddisfazione e al desiderio di tornare in studio. «Il riposo è tornare in studio a suonare», ha detto, sottolineando che le passioni devono essere coltivate nel tempo. Quando ci si allontana da ciò che si è o si smette di ascoltare la propria spinta interiore, il rischio è perdere il senso del percorso intrapreso.
Nel suo ragionamento ha trovato spazio anche il tema del coraggio. Boosta ha ricordato di essersi sentito più coraggioso da ragazzo, quando l’incoscienza lasciava meno spazio alle paure. Con la maturità, ha osservato, aumentano il peso delle esperienze e la consapevolezza delle possibili conseguenze. Tra i timori più forti ha indicato l’invidia, non tanto quella provata dagli altri nei suoi confronti quanto quella che si può sentire verso qualcun altro, una sensazione capace di «rovinarsi e avvelenarsi».
Tecnologia ed emozioni
La riflessione si è poi spostata sul cambiamento dei gusti e dell’ascolto. Come la grafia, ha spiegato, anche il modo di vivere la musica cambia con il tempo. La sfida diventa allora riconoscere la propria voce senza trasformare il successo altrui nella misura del proprio valore. Per l’artista, riuscire a essere felici di ciò che si ha e a non desiderare continuamente la vita degli altri rappresenta una conquista importante e una forma di libertà.
Al termine dell’incontro, Boosta ha suonato dal vivo e ha affrontato il rapporto tra tecnologia, intelligenza artificiale ed emozioni. La tecnologia, ha sottolineato, deve restare umana: l’intelligenza artificiale non ha bisogno della musica, perché la musica serve alle persone per provare emozioni. Ai ragazzi ha infine rivolto un invito ad assumersi le proprie responsabilità nei confronti degli altri, contribuendo a una società civile più consapevole e responsabile.