Dopo otto anni a Firenze, una lavoratrice di 53 anni impiegata in un ospedale fiorentino ha deciso di tornare in Calabria. Ha chiesto la mobilità e dall’anno prossimo lascerà la città nella quale aveva provato a costruire la propria vita. Alla base della scelta c’è soprattutto il costo dell’abitazione: per il bilocale in cui vive con la sorella paga 800 euro al mese, oltre alle utenze.
La sistemazione condivisa non è più sufficiente. Gli spazi sono ridotti e le due donne vorrebbero trovare un appartamento più grande, ma la ricerca si è scontrata con prezzi considerati incompatibili con le loro possibilità. Per ora sarà soltanto la 53enne a trasferirsi, mentre anche la sorella sta cercando una soluzione per lasciare Firenze. La decisione, racconta la lavoratrice, è particolarmente dolorosa perché otto anni rappresentano una parte importante della sua vita, ma il lavoro dovrebbe permettere anche di sostenere le spese quotidiane e di abitare in condizioni adeguate.
Le richieste dell’Alleanza per l’abitare
La donna si è rivolta all’Alleanza per l’abitare, il fronte comune che raccoglie le segnalazioni sull’emergenza abitativa fiorentina. La sua storia, secondo la rete, è rappresentativa di una difficoltà più ampia. Ilaria Lani, portavoce dell’Alleanza, riferisce che sono numerose le persone costrette ad abbandonare la città perché non riescono a trovare una casa a prezzi sostenibili.
Tra i casi segnalati ci sono anche lavoratrici e lavoratori che hanno vinto un concorso, ma non riescono a trovare un alloggio per stabilirsi a Firenze. Per chi arriva da poco il problema è riuscire a cominciare, mentre per chi vive già in città la difficoltà è restare. L’Alleanza chiede un confronto con il Comune e la Città metropolitana per aumentare l’offerta di abitazioni a canone sostenibile e sollecita la sindaca Sara Funaro a promuovere un piano organico.
La domanda di edilizia pubblica
I dati diffusi dalla rete indicano una crescita delle richieste di edilizia residenziale pubblica, passate da 3.000 nel 2022 a 3.500 nel 2026. Sul totale di circa 8.000 alloggi popolari comunali, il 10% risulta non assegnato perché ancora in fase di ristrutturazione. Accanto a questa domanda, l’Alleanza stima la presenza di circa 5.000 famiglie di lavoratori che non possiedono i requisiti per accedere all’Erp e cercano comunque una casa a costi sostenibili.
Tra le proposte avanzate c’è la creazione di un’agenzia sociale per la casa. Il soggetto dovrebbe mappare gli immobili privati vuoti, reperire abitazioni da destinare a canone concordato e offrire garanzie ai proprietari. La piattaforma dell’Alleanza comprende inoltre il recupero del patrimonio pubblico e la realizzazione di residenze dedicate a lavoratori e neoassunti. L’obiettivo indicato è aumentare le opportunità abitative e ridurre il rischio che il costo degli affitti spinga altre persone a lasciare Firenze.