Luciano Tagliaferri, direttore dell’Ufficio scolastico regionale per la Toscana, ha aperto a Firenze la prima giornata della sesta edizione del Festival di Luce!, ospitata nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio. Al centro del suo intervento il ruolo della scuola davanti ai cambiamenti e la necessità di rafforzare il confronto tra studenti, insegnanti e istituzioni.
Tagliaferri ha richiamato il significato di una frase tratta da una canzone di Renato Zero, secondo cui il viaggio più coraggioso è quello dell’incontro. Un’immagine utilizzata per sottolineare che la scuola deve aiutare ragazze e ragazzi ad aprirsi agli altri, ad ascoltare e a dialogare, affrontando le trasformazioni senza subirle.
La pandemia, ha osservato il direttore dell’Usr, ha reso evidente il valore delle relazioni in presenza. Il confronto diretto, fatto di ascolto e anche di possibili divergenze, è considerato uno strumento essenziale per costruire una comunità scolastica capace di accompagnare gli studenti nella crescita.
La voce degli studenti
Secondo Tagliaferri, educare significa anche sostenere i giovani nell’affrontare i cambiamenti, facendo emergere la loro voce. Le trasformazioni possono essere accettate o subite, ma anche governate e, in alcuni casi, anticipate con consapevolezza e responsabilità.
Da qui l’invito a superare l’idea dei giovani soltanto come futuro. Per il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, gli studenti sono già parte del presente e devono essere ascoltati e coinvolti nelle decisioni che riguardano l’istruzione. La scuola, ha spiegato, deve riconoscerli come interlocutori e parte integrante del mondo educativo.
Un’occasione concreta di partecipazione sarà rappresentata dagli Stati generali della scuola, in programma il 17 e 18 novembre a Firenze. Nell’iniziativa sarà coinvolta anche la Consulta degli studenti, con l’obiettivo di affidare ai ragazzi la definizione di una parte dell’agenda toscana dedicata alla scuola.
Affrontare il cambiamento
Nel suo intervento, Tagliaferri ha infine collegato il coraggio non all’assenza di paura, ma alla scelta di attraversare il cambiamento in modo consapevole e protetto. L’impegno educativo, ha sostenuto, consiste nell’offrire agli studenti strumenti, fiducia e occasioni per riconoscere le proprie capacità e individuare il proprio percorso.
Il messaggio affidato al Festival di Luce! è quindi quello di una scuola chiamata a dare spazio alle esperienze e alle idee delle nuove generazioni. L’ascolto, secondo il direttore dell’Usr, deve tradursi in una partecipazione concreta, così che i giovani possano contribuire già nel presente alle scelte e alla costruzione della società in cui vivono.