Allarme sociale

A Firenze servono percorsi dedicati per le dipendenze

La richiesta del consigliere regionale Matteo Zoppini dopo la lettera di una madre

A Firenze servono percorsi dedicati per le dipendenze

Firenze, 24 settembre 2026 – Una lettera scritta da una madre, segnata dalla disperazione e dal senso di abbandono vissuto di fronte alla dipendenza del figlio e ai problemi che ne sono derivati, riporta al centro dell’attenzione il tema dell’assistenza alle persone più giovani che fanno uso di sostanze. A intervenire è Matteo Zoppini, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che chiede un rafforzamento delle risposte sociali e sanitarie.

Secondo Zoppini, la vicenda richiama la necessità di evitare che un ragazzo con una doppia diagnosi venga indirizzato verso un percorso esclusivamente psichiatrico. La presenza contemporanea di una dipendenza e di problematiche psichiche, sostiene il consigliere, richiede invece una presa in carico capace di considerare entrambe le condizioni e di intervenire in modo coordinato.

Percorsi multidisciplinari

La richiesta è quella di strutturare percorsi dedicati e multidisciplinari, costruiti attorno alla persona e alle sue necessità. L’obiettivo indicato è garantire continuità nell’accompagnamento, evitando che l’intervento arrivi troppo tardi o che risulti non adeguato alla complessità della situazione. Per Zoppini, i ragazzi alle prese con la dipendenza da sostanze non possono essere lasciati soli né affidati a servizi privi di una preparazione specifica.

Nel testo, il consigliere sottolinea anche l’importanza di professionisti che conoscano le caratteristiche delle dipendenze in età adolescenziale e giovanile. A questo dovrebbe affiancarsi una rete di servizi in grado di offrire sostegno costante, con interventi sociali e sanitari integrati e orientati alla presa in carico individuale.

Prevenzione e presa in carico

Il tema viene collegato ai dati contenuti nell’ultima relazione al Parlamento sulle dipendenze, riferita al 2025. Il consumo di sostanze tra i più giovani, osserva Zoppini, continua a rappresentare un fenomeno significativo e impone di rafforzare prevenzione, assistenza e cura. Nel suo intervento viene indicata anche la necessità di un passaggio culturale, attraverso messaggi chiari sui rischi legati all’uso di ogni tipo di droga.

La posizione espressa dal consigliere regionale parte dunque dalla testimonianza della madre e si traduce nella richiesta di una risposta pubblica più strutturata. Al centro ci sono la tempestività degli interventi, la competenza degli operatori e la costruzione di percorsi capaci di accompagnare i giovani e le loro famiglie nelle diverse fasi della dipendenza.