Laura Lozzi, dirigente scolastica del Liceo Artistico di Porta Romana a Firenze, ha comunicato a famiglie e studenti il bilancio dei danni rilevati dopo la tentata occupazione dell’istituto, avvenuta nella notte tra il 19 e il 20 ottobre 2026. Il giorno successivo le lezioni non si sono svolte.
Secondo quanto riferito dalla dirigente, durante il sopralluogo sarebbero stati trovati banchi, sedie e armadietti danneggiati. Inoltre, tutti i locali della scuola sarebbero stati aperti, compresi la segreteria, la gipsoteca e gli uffici tecnici. Nella gipsoteca sono conservati gessi risalenti all’Ottocento, mentre negli uffici sono custodite anche risorse strumentali digitali, compresi i dispositivi destinati agli studenti tutelati dalla legge 104/92.
I danni segnalati dalla dirigente
In diverse aule, prosegue la ricostruzione della preside, banchi e sedie sarebbero stati spostati per bloccare gli ingressi dell’edificio. Particolare riferimento viene fatto all’aula 58, dedicata a Libero Andreotti, dove sarebbero stati spostati banconi e sedie e danneggiati alcuni elaborati in terracotta realizzati dagli studenti del biennio.
La dirigente ha inoltre sottolineato il coinvolgimento di aree considerate sensibili per la presenza di beni storici e strumenti scolastici. La gipsoteca, in particolare, ospita materiali appartenenti alla parte museale dell’istituto ed è sottoposta alla tutela della Soprintendenza.
La versione del collettivo studentesco
In una nota, gli studenti del collettivo Capra hanno fornito una ricostruzione diversa. Il gruppo sostiene che la presidenza, la gipsoteca e gli altri spazi con beni di valore fossero stati messi in sicurezza proprio in previsione dell’occupazione. Gli studenti affermano inoltre di aver stabilito di utilizzare soltanto il piano terra dell’ala destra e la palestra, lasciando inaccessibili gli altri locali.
Sui danneggiamenti, il collettivo dichiara di assumersi la responsabilità, precisando però che si sarebbe trattato di episodi limitati, tra cui la rottura della gamba di un banco. Gli studenti negano che siano stati danneggiati oggetti di valore storico.
Il gruppo definisce quindi la vicenda come un caso di dialogo negato. Nella loro versione, gli ingressi sarebbero stati sbarrati con cautela e all’esterno sarebbe stato affisso lo striscione Isa occupata, per chiarire che non si trattava di un tentativo di furto. Intorno alle 4.30 sarebbero arrivati la dirigente e il personale Ata; successivamente, secondo gli studenti, sarebbero stati chiamati i carabinieri e sarebbe stato intimato loro di lasciare l’edificio entro le 8.
Gli studenti riferiscono anche di presunti episodi di violenza durante il recupero degli zaini. Nel comunicato si parla di un custode che avrebbe afferrato alle spalle uno studente tentando di strappargli il passamontagna, di un altro studente tirato per i capelli e di un terzo colpito da un calcio da dietro. Si tratta della versione fornita dal collettivo, contrapposta a quella contenuta nella comunicazione della dirigente.
Nella mattinata del 21 ottobre, gli studenti si sono radunati all’esterno dell’istituto e hanno organizzato un’assemblea straordinaria nel cortile. Il confronto resta quindi aperto tra la ricostruzione della scuola sui danni e quella del collettivo sull’organizzazione dell’iniziativa e sulle fasi dell’uscita dall’edificio.