Il Consiglio comunale di Firenze ha approvato l’aumento della Tari, con un incremento del 4,8%, recependo il documento dell’Ato Toscana Centro per il biennio 2026-2027. La vicesindaca e assessora all’Ambiente, Paola Galgani, ha spiegato che la ripartizione rimane invariata, con il 35% delle utenze domestiche e il 65% delle non domestiche. Il costo del servizio passerà da circa 135,8 milioni di euro nel 2026 a oltre 139,5 milioni nel 2027.
Durante la seduta, Galgani ha sottolineato che l’incremento dei costi riconosciuti in tariffa raggiunge il massimo consentito dall’Autorità nazionale Arera, con un aumento del 6,71%. La terza e ultima rata, che include il conguaglio, scadrà il 2 dicembre. La vicesindaca ha anche evidenziato come la percentuale di raccolta differenziata sia aumentata dal 53% al 65%, giustificando così la necessità di investimenti e servizi per migliorare ulteriormente.
Critiche dall’opposizione
Le opposizioni hanno reagito con forte disappunto. Dmitrij Palagi, capogruppo di Spc, ha fatto notare che, al netto delle detrazioni, il monte che i fiorentini dovranno coprire con la bolletta passerà dai 129,6 milioni del 2025 ai 135,8 milioni del 2026, con un incremento di 6,3 milioni. La delibera prevede già 139,5 milioni per il 2027.
Massimo Sabatini della lista Schmidt ha affermato che l’aumento della tariffa non corrisponde a un miglioramento del servizio. Alessandro Draghi di FdI ha criticato la mancanza di impianti per la gestione dei rifiuti, mentre Francesco Grazzini di Iv ha sottolineato che, nonostante l’aumento della raccolta differenziata, la Tari non è diminuita. Cecilia Del Re di Fd ha evidenziato l’assenza di prospettive per frenare i rincari, mentre Lorenzo Masi del M5s ha messo in luce come dal 2020 il costo complessivo del servizio rifiuti sia aumentato di circa il 27%.
Infine, Alberto Locchi di Fi ha commentato amaramente che l’aumento della Tari si accompagna a un incremento della sporcizia in città, evidenziando così il malcontento generale riguardo alla gestione dei rifiuti.