Firenze si prepara a ricordare una pagina dello sport italiano legata ai Giochi olimpici di Montréal 1976. Il 17 ottobre alle 12, nella sede dei Canottieri comunali di Firenze, in lungarno Ferrucci 6, è in programma una cerimonia dedicata agli atleti che cinquant’anni fa gareggiarono nel K4 olimpico sui 1000 metri.
All’incontro parteciperà come ospite speciale Luciano Buonfiglio, oggi presidente del Coni. La sua presenza lega direttamente il passato olimpico alla celebrazione fiorentina: Buonfiglio fu infatti uno degli italiani impegnati nella gara di Montréal. Con lui facevano parte della formazione anche Andrea Salvetti, Massimo Moriconi e Pier Duilio Puccetti, mentre Paolo Salvietti partecipò come riserva.
Il ricordo della squadra azzurra
La cerimonia dei Canottieri comunali sarà dedicata proprio al ricordo di quella partecipazione olimpica e degli uomini che ne furono protagonisti. La manifestazione rappresenta anche un’occasione per ripercorrere il legame tra l’esperienza maturata sul canale olimpico di Montréal e l’attività sportiva che ancora oggi si svolge lungo l’Arno.
Buonfiglio è indicato come il primo presidente nella storia del Coni ad avere partecipato ai Giochi olimpici da atleta. La sua presenza all’appuntamento di Firenze assume quindi un significato particolare, perché riunisce nello stesso momento l’attuale vertice dello sport italiano e alcuni dei protagonisti della spedizione del 1976.
Dalla gara al ruolo istituzionale
Nel corso dell’incontro è previsto anche un momento di riflessione sullo sport italiano. La gara del K4 sui 1000 metri fu vinta dalla fortissima Unione Sovietica, come ricorda il materiale che annuncia l’iniziativa. L’appuntamento non riguarda dunque soltanto una ricorrenza personale, ma offre l’occasione per rileggere una stagione dello sport olimpico italiano attraverso la testimonianza diretta di uno degli atleti presenti.
In una precedente intervista a Radio Vaticana-Vatican News, Buonfiglio aveva ricordato il proprio percorso nello sport, prima come atleta, poi come allenatore e dirigente. Aveva spiegato di non aver vissuto la pratica sportiva come una sequenza di sacrifici o rinunce, ma come una serie di scelte legate alla propria passione. Il messaggio scelto per la cerimonia sintetizza il percorso dell’iniziativa: da Montréal a Firenze, dal ricordo di una gara olimpica all’incontro con la comunità sportiva dei Canottieri comunali.