Attività in crisi

Commercianti contro i ritardi della tramvia: chiesti danni al Comune

Incassi dimezzati, saracinesche abbassate e timori per la stagione natalizia nel quadrante Beccaria-La Croce.

Commercianti contro i ritardi della tramvia: chiesti danni al Comune

Piazza Beccaria e Borgo La Croce restano interessati dai lavori per la tramvia, con transenne che restringono marciapiedi e accessi alle attività commerciali. I negozianti denunciano un forte calo degli incassi, la riduzione del personale e la difficoltà per i clienti di raggiungere i punti vendita. La richiesta principale è avere tempi certi sulla conclusione del cantiere, insieme a misure di sostegno per le perdite accumulate.

Una ventina di attività del centro commerciale naturale Beccaria-La Croce-Pietrapiana ha avviato un’azione legale contro il Comune per chiedere il risarcimento dei danni e un’accelerazione dei lavori. Secondo la presidente Monica Coppoli, dall’apertura del cantiere hanno già chiuso cinque esercizi. Tra le criticità segnalate figurano la riduzione dei posti auto, la difficoltà di accesso alla zona e i tempi ritenuti troppo lunghi. La sola agevolazione ottenuta finora, spiegano i commercianti, riguarda la Tari.

Le perdite delle attività

Coppoli riferisce di perdite comprese tra 10 e 15mila euro al mese per alcune attività e chiede di conoscere la data effettiva della fine dei lavori, prima che altre saracinesche siano costrette a chiudere. Tra gli esercizi più colpiti c’è Dolci e Dolcezze, attività familiare aperta dal padre di Angelica Corti nel 1990. La titolare racconta che da gennaio il lavoro si è dimezzato e che ad agosto, con la zona quasi deserta, in negozio era rimasta una sola persona.

I numeri descritti dalla famiglia mostrano la difficoltà quotidiana: in alcune giornate sono state vendute soltanto tre tortine monoporzione e due torte. Da settembre le tortine esposte sono scese a 26, rispetto alle 60-90 degli anni precedenti. Anche il personale è stato ridotto: dai tre dipendenti iniziali ne è rimasto uno, oltre ai familiari. In vista del Natale viene chiesto l’abbattimento del suolo pubblico e la rimozione delle transenne, così da rendere nuovamente accessibile l’attività.

Il problema dell’accessibilità è sottolineato anche da Cristiano Merigioli, titolare del negozio World Man. Il punto vendita lavora soprattutto con clienti abituali, ma raggiungere la zona a piedi è diventato difficile e i parcheggi disponibili sono diminuiti. La merce acquistata a gennaio, quando si prevedeva che la piazza fosse pronta ad agosto, è rimasta in parte invenduta. Se il cantiere dovesse proseguire durante l’inverno, il titolare teme di dover chiudere dopo 45 anni di attività.

La posizione del Comune

Anche l’enoteca Un’Ottima Annata segnala una contrazione degli affari. Il titolare Leonardo Piccioli parla di un calo del 40 per cento e considera insufficienti gli 86 euro di sconto ottenuti sulla Tari. La richiesta di ristori e di una scadenza definita è condivisa da Beatrice Benvenuti, vicepresidente del centro commerciale Le Cento Botteghe di via Gioberti, secondo cui il cronoprogramma è diventato una questione di sopravvivenza per le imprese.

Da Palazzo Vecchio viene ribadito che la conclusione dei lavori è prevista entro la fine dell’anno. I ritardi, secondo quanto riferito dal Comune, sono legati soprattutto ai rinvenimenti archeologici nell’area vicina alla Porta, che hanno richiesto l’intervento della Soprintendenza e fatto slittare il cantiere di alcune settimane. Al termine è previsto il nuovo assetto della piazza, con circa 35 alberi, di cui 33 di nuova piantumazione.