Si allarga il fronte di chi chiede controlli rigorosi sugli studentati privati a Firenze, accusati di svolgere attività di ospitalità turistica senza rispettare le normative. Dopo l’annuncio del Comune di intensificare le verifiche sugli ‘pseudo-studentati’, operatori del turismo, rappresentanti del settore degli affitti brevi e comitati cittadini si uniscono nel richiedere un intervento decisivo.
Il presidente nazionale di Federalberghi, Bernabò Bocca, sostiene che la linea intrapresa da Palazzo Vecchio sia corretta. Secondo Bocca, molte di queste strutture, inizialmente destinate a soddisfare le esigenze degli studenti, si sono trasformate in alberghi mascherati senza rispettare gli obblighi previsti per le strutture ricettive, come il cambio di destinazione d’uso. I controlli sono, per lui, essenziali affinché gli studentati privati rispettino le normative e non godano di vantaggi ingiustificati.
Critiche e richieste di intervento
Critico nei confronti dell’amministrazione è Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia e amministratore di Apartments Florence. Fagnoni evidenzia come il Comune stia censendo gli appartamenti per affitti turistici, ma non abbia un quadro chiaro sugli studentati già attivi o in fase di realizzazione. Questa situazione, definita da lui un ‘paradosso’, evidenzia un approccio superficiale verso un fenomeno complesso come quello dell’accoglienza. ‘Non contestiamo gli investimenti negli studentati’, precisa, ‘ma i due pesi e le due misure della giunta Funaro, che ha colpito gli affitti turistici lasciando indisturbate altre forme di ricettività’.
Il comitato Salviamo Firenze si unisce alla richiesta di un intervento rapido. Il portavoce Massimo Torelli afferma che molte di queste strutture operano ‘senza alcun rispetto per le regole e la comunità’. Chiede quindi controlli più severi e una revisione delle norme urbanistiche, avvertendo che ‘solo a Firenze nella stessa categoria urbanistica rientrano banche e studentati’. Senza un intervento immediato, ogni ufficio in dismissione potrebbe trasformarsi in un albergo camuffato. Questo allarme alimenta il dibattito su un settore in crescita, per il quale si richiedono maggiore trasparenza e regole certe.