Dieci scuole superiori fiorentine sono state coinvolte nella protesta studentesca partita dal liceo Gramsci e arrivata, per effetto domino, anche al liceo Machiavelli, nel quartiere dell’Oltrarno. Al mattino il portone dell’istituto è rimasto chiuso: gli studenti hanno deciso di interrompere le attività e di rendere visibili le proprie rivendicazioni.
Tre ragazzi del Machiavelli, due diciottenni e uno studente minorenne, hanno spiegato le ragioni della mobilitazione. Al centro ci sono le condizioni degli edifici scolastici, le risorse destinate all’istruzione e le prospettive delle nuove generazioni. Gli studenti hanno richiamato anche il distacco di una porzione d’intonaco avvenuto due anni fa, quando le aule erano vuote e non si registrarono feriti, sostenendo che la sicurezza non possa dipendere dalla casualità.
Le ragioni della protesta
Secondo i manifestanti, la contestazione nasce dal divario tra le risorse disponibili per altri capitoli di spesa e quelle destinate alla scuola. Nel loro intervento hanno collegato la situazione degli istituti alle difficoltà economiche delle famiglie, alla crescita del costo della vita, alla pressione fiscale e alla stagnazione dei salari. Una studentessa di seconda generazione ha inoltre criticato il modo in cui, a suo giudizio, il dibattito pubblico tende a concentrarsi sugli episodi di vandalismo invece che sulle cause della protesta.
I ragazzi hanno preso le distanze dagli atti violenti e dai danneggiamenti avvenuti in altre occasioni, sostenendo che quei comportamenti rischino di oscurare le richieste della maggioranza dei partecipanti. Nel loro discorso hanno citato anche il conflitto internazionale in corso, definito da loro un genocidio, e hanno ribadito di condannare ogni forma di violenza. L’obiettivo dichiarato è allargare il confronto oltre la singola scuola e collegarlo alle condizioni sociali ed economiche vissute nel Paese.
L’ingresso al Rinuccini
La protesta si è intrecciata con un episodio avvenuto poco prima delle otto al liceo Palazzo Rinuccini. Una cinquantina di studenti, con il volto coperto, è entrata nell’edificio nel tentativo di occuparlo. I ragazzi sono stati fermati dalle forze dell’ordine prima di riuscire a prendere possesso della scuola.
La dirigente Sara Lazzaro ha presentato denuncia contro gli occupanti. Gli studenti hanno spiegato di essersi coperti il volto per il timore di essere identificati e schedati per le proprie opinioni, respingendo l’accusa di voler danneggiare l’istituto. Nel confronto con i carabinieri, hanno riferito di aver rivendicato una protesta pacifica e di voler manifestare anche contro le difficoltà che colpiscono chi non riesce a vivere con adeguate garanzie economiche.
Resta quindi aperto il tema delle modalità della contestazione, insieme a quello delle responsabilità per gli episodi violenti e per i danneggiamenti. Dietro i cancelli chiusi del Machiavelli, gli studenti chiedono però che il dibattito non si fermi a ciò che è stato rotto nelle piazze e che vengano affrontate le ragioni che li hanno spinti a scendere in strada.