Catena distributiva

Firenze, forniture rallentate: rischio per alcuni prodotti freschi

Le mobilitazioni dei camionisti frenano i collegamenti dal Mezzogiorno e restringono l’assortimento nei punti vendita.

Firenze, forniture rallentate: rischio per alcuni prodotti freschi

Anche a Firenze si fanno sentire i rallentamenti nelle forniture alimentari legati alla protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio. Nei punti vendita della grande distribuzione, secondo le prime segnalazioni, i prodotti continuano a essere disponibili, ma in alcuni casi la scelta si è ridotta. Tra gli articoli più esposti figurano uva, agrumi, pomodori, melanzane e peperoni.

La difficoltà riguarda soprattutto i collegamenti con le regioni del Mezzogiorno. Al supermercato può diventare necessario orientarsi su una varietà diversa di frutta, mentre nei ristoranti si cercano alternative per alcuni ingredienti abituali. Raffaele Madeo, della catena Pizzaman Italia, ha segnalato un blocco dei rifornimenti di carne dal Sud e difficoltà anche per le forniture di latticini. L’obiettivo, ha spiegato, è individuare aziende toscane in grado di garantire continuità agli approvvigionamenti.

Le segnalazioni dalla filiera ortofrutticola

L’allarme è stato raccolto da Fiesa Confesercenti Toscana, che ha ricevuto indicazioni dagli operatori dell’ortofrutta. Le forniture provenienti da Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata procedono con pesanti rallentamenti. Criticità vengono segnalate anche nei collegamenti con il mercato di Fondi, uno dei principali poli nazionali per la distribuzione dei prodotti alimentari.

Il presidente Raffaele Viggiani ha sottolineato che i carichi in arrivo dal Nord Italia e dalle aree produttive toscane, in particolare Valdichiana e Versilia, stanno consentendo di mantenere un livello minimo di approvvigionamento. Questa disponibilità, però, non sarebbe sufficiente a compensare completamente le mancate consegne. Per i prodotti freschi e deperibili, il rischio è che la situazione peggiori rapidamente se i blocchi dovessero proseguire.

Il rischio per i prossimi giorni

La situazione fiorentina si inserisce in una crisi che ha già interessato diverse aree del Sud, da Napoli alla Sicilia, dalla Calabria alla Puglia. Le mobilitazioni contro il costo del gasolio stanno rallentando il trasporto delle merci e mettendo sotto pressione le filiere alimentari.

Anche Coop ha confermato un peggioramento progressivo degli approvvigionamenti, soprattutto per alcune filiere. La cooperativa ha precisato che, al momento, gli scaffali dispongono ancora della merce necessaria, ma ha avvertito che il protrarsi dei blocchi potrebbe produrre carenze nei prossimi giorni. Coop ha inoltre dichiarato di voler evitare, per quanto possibile, la sostituzione dei prodotti mancanti con acquisti dall’estero. A Firenze, dunque, il primo effetto della protesta è una riduzione delle possibilità di scelta; l’evoluzione dipenderà dalla durata delle difficoltà nei trasporti e dalla capacità delle forniture alternative di sostenere la distribuzione.