Spazi urbani

Largo Annigoni, più verde e ombra per una piazza vivibile

Residenti e frequentatori propongono aiuole rialzate, sedute, fontanelle e appuntamenti serali nel sito fiorentino.

Largo Annigoni, più verde e ombra per una piazza vivibile

Largo Annigoni, a Firenze, torna al centro del dibattito tra le persone che lo frequentano ogni giorno. L’ampia superficie in pietra, durante le giornate più calde, viene descritta come difficile da vivere per la quasi totale assenza di ombra. La richiesta più condivisa è quella di aumentare la presenza di piante e di rendere gli arredi più funzionali, così da trasformare lo spazio in un luogo di incontro.

Il principale ostacolo è rappresentato dal parcheggio sotterraneo, che limita la possibilità di piantare alberi con apparati radicali profondi. Marina Innocenti propone quindi di rialzare il terreno di 70 o 80 centimetri, realizzando grandi aiuole delimitate da muretti utilizzabili anche come sedute. Ivo Patu suggerisce invece una fascia alberata a quarto di cerchio, eventualmente modellata come una piccola collina.

Ombra e servizi per chi vive la piazza

Tra le proposte raccolte c’è anche quella di creare un’area ombreggiata per la pausa pranzo di studenti e lavoratori. Mariangela Zevola e Carmenrita Scalone indicano come possibili soluzioni alcune panchine protette dagli alberi oppure un camminamento coperto da vegetazione capace di svilupparsi con poco spazio a disposizione. Per i frequentatori, prima di intervenire sarebbe necessario uno studio approfondito sulle alternative tecniche.

Un altro tema riguarda la scarsa frequentazione dell’area dopo la chiusura del mercato. Marta Questa immagina uno spazio per presentazioni, conferenze e musica nel tardo pomeriggio o in serata, con orari compatibili con la tranquillità dei residenti. Carlo De Stavola chiede che il Comune raccolga progetti concreti, anche attraverso un bando rivolto ad architetti e progettisti, per utilizzare lo spazio oggi inutilizzato.

Le idee per animare Largo Annigoni

Giammarco Innocenti, che frequenta la piazza da dodici anni e vi lavora, propone un prato rimovibile sul modello di altre aree cittadine e la presenza di fontanelle, soprattutto nella zona centrale, considerata particolarmente esposta al calore. Tra le ipotesi compare anche un punto coperto a disposizione dei locali della piazza, per rendere più accoglienti le serate estive.

Alma Luci collega la necessità di nuove alberature alla riduzione del verde avvenuta con i cantieri della tranvia e rilancia l’idea di organizzare eventi musicali. Resta inoltre il problema dei fondi commerciali sfitti, appartenenti a una società americana e ritenuti troppo costosi per essere affittati: secondo alcuni residenti, la loro presenza contribuisce a rendere meno gradevole la piazza nelle ore serali.

Sofia Fellini sottolinea infine il carattere ancora autentico di Largo Annigoni, non interessato dal turismo di massa e capace di conservare un’atmosfera di quartiere. Proprio questa identità, secondo i frequentatori, dovrebbe essere tutelata attraverso interventi sul verde, sedute e occasioni di socialità, senza trasformare l’area in uno spazio estraneo alla comunità che la vive.