Mobilitazione studentesca

Nuove occupazioni a Firenze: entra in protesta il Sassetti-Peruzzi

Barricate, autogestione e danni accompagnano l’iniziativa, estesa anche ad altri centri toscani.

Nuove occupazioni a Firenze: entra in protesta il Sassetti-Peruzzi

Non si arresta la protesta negli istituti superiori di Firenze. Dalle prime ore del 21 ottobre 2026, l’occupazione ha coinvolto anche la sede di Novoli del Sassetti-Peruzzi, in via San Donato, dopo l’avvio della mobilitazione nella succursale di Scandicci. Gli studenti hanno bloccato i cancelli con banchi, sedie, pannelli di legno e nastri da cantiere. Accanto alle barricate è comparso lo striscione con la richiesta di «Più soldi alle scuole, meno armi».

La situazione negli istituti fiorentini

Il preside Osvaldo Di Cuffa, che si trovava a Scandicci per verificare la situazione nel plesso già in agitazione, ha raggiunto Novoli dopo l’allarme. Al momento, secondo quanto riferito dal dirigente, non sono stati segnalati danni nella sede del Sassetti-Peruzzi.

All’Itis Meucci la protesta è stata invece contenuta. Intorno alle 7.15 una minoranza di studenti si era barricata all’interno dell’istituto, ma la dirigente Maria Patrizia Bettini ha avviato subito il confronto, evitando che la situazione degenerasse. Gli studenti hanno aperto le porte e l’azione si è limitata all’occupazione della palestra, mentre la scuola procede verso l’autogestione e la chiusura del plesso alle 16. Al Galilei l’autogestione prosegue regolarmente.

La mobilitazione riguarda ormai circa una dozzina di istituti. Oltre al Sassetti-Peruzzi, risultano occupati il Gramsci, il Galileo-Michelangiolo, il Machiavelli, l’Alberti-Dante, il Castelnuovo, il Peano, il Rodolico, il Pascoli, il Salvemini-Duca d’Aosta e la sede delle Cure del Buontalenti. La situazione resta tranquilla all’agrario, al Marco Polo, all’Elsa Morante e all’Itis Leonardo da Vinci, dove gli studenti sostengono la necessità di proteggere laboratori e strutture e di puntare sul dialogo.

Danni e richieste dei collettivi

Al liceo artistico di Porta Romana il tentativo di occupazione notturna tra lunedì e martedì è fallito, ma ha provocato danni ad arredi e uffici, oltre a sfregi alla Gipsoteca e alle opere in terracotta realizzate dagli studenti nell’aula Andreotti. Per motivi di sicurezza, le lezioni nella sede fiorentina erano state sospese.

La protesta si è estesa anche ad altre località toscane. In Valdarno, gli studenti del Vasari di Figline hanno applicato lucchetti ai cancelli. All’Enriques di Castelfiorentino un raid vandalico ha causato danni stimati in 20mila euro, cifra analoga a quella registrata a Pisa dopo l’occupazione lampo dell’istituto tecnico Pacinotti. Al Meucci, invece, le precauzioni adottate dopo i 50mila euro di danni della protesta dell’anno precedente hanno contribuito a contenere le conseguenze.

I collettivi hanno diffuso un documento comune con diverse rivendicazioni: lo spostamento di 10 miliardi di euro dalle spese militari all’istruzione pubblica, interventi urgenti per l’edilizia scolastica, sostegni alle famiglie per il caro-materiali, lo stop ai percorsi di Formazione scuola-lavoro, il superamento del limite del 30% di studenti stranieri per classe e l’introduzione dell’educazione sessuoaffettiva affidata a esperti. Gli studenti affermano che la protesta non è rivolta contro presidi e docenti, ma contro le priorità del governo.

La tensione potrebbe aumentare lunedì 26 ottobre, quando il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara sarà a Firenze per il Festival delle Regioni. Il collettivo K1 del Machiavelli ha già invitato gli studenti a scendere in piazza per contestare la visita.