Auto danneggiate, vetrine spaccate, furti, risse e spaccio sono al centro delle preoccupazioni espresse dagli abitanti di San Jacopino, quartiere di Firenze. Circa cinquanta persone, tra residenti e rappresentanti dei comitati, hanno partecipato all’incontro promosso dal Comitato Cittadini Attivi di San Jacopino al circolo Aspe Pescetti di via Bellini. Alla riunione era presente il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, al quale i cittadini hanno chiesto interventi più incisivi e una presenza costante delle forze dell’ordine.
Il portavoce del comitato, Simone Gianfaldoni, ha descritto una situazione che, secondo i residenti, continua a peggiorare e incide sulla vivibilità della zona. Gianfaldoni ha riferito che anche nella notte precedente si erano verificati tre o quattro episodi di danneggiamento alle auto in via Benedetto Marcello, richiamando inoltre la presenza di degrado, risse e spaccio alla luce del sole. La richiesta non riguarda soltanto l’eventuale istituzione di una zona a vigilanza rafforzata, ma anche un incremento dei controlli ordinari sul territorio.
Le richieste dei residenti
Durante l’incontro, il portavoce ha sottolineato il senso di isolamento percepito dagli abitanti e la difficoltà di ottenere risposte dalle istituzioni. Ha ringraziato la Questura e le forze dell’ordine per il lavoro svolto, chiedendo però una presenza più continuativa nel quartiere. San Jacopino, secondo i comitati, sarebbe irriconoscibile rispetto a qualche anno fa, con una parte dei residenti che vive con timore e considera insufficienti le rassicurazioni ricevute finora.
Alla riunione hanno partecipato anche esponenti dei comitati Il mondo che vorrei, RiBella Firenze e Aria Nuova per Firenze. Il messaggio rivolto alla politica è stato quello di passare dalle promesse alle misure concrete. I comitati hanno rivendicato il proprio ruolo civico, sostenendo che spetti alle istituzioni intervenire direttamente sui problemi di sicurezza e degrado del quartiere.
La valutazione sulla vigilanza rafforzata
Molteni ha raccolto la richiesta annunciando che la possibilità di istituire una zona rossa a San Jacopino sarà esaminata dal prefetto di Firenze, Francesca Ferrandino, in sede di comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il sottosegretario ha definito l’area particolarmente critica, citando una tendenza all’aumento della delittuosità. L’eventuale provvedimento comporterebbe un’intensificazione dell’attività delle forze di polizia e dei controlli.
Il rappresentante del governo ha spiegato di essersi confrontato più volte nella giornata con il prefetto e ha sostenuto che le aree sottoposte a vigilanza rafforzata possono contribuire a ridurre i reati. Nel suo intervento ha però esteso il ragionamento all’intera Firenze, indicando nella collaborazione tra governo, forze dell’ordine e amministrazioni locali la condizione necessaria per affrontare il problema.
Tra gli strumenti citati figurano il potenziamento degli organici, le zone a vigilanza rafforzata, l’impiego dei militari, i decreti sicurezza e i finanziamenti destinati agli enti locali per la videosorveglianza e la sicurezza urbana. Molteni ha escluso che il rimpallo delle responsabilità possa risolvere le criticità, sottolineando la necessità di un’azione coordinata tra i diversi livelli istituzionali.
Nel corso della serata è stato affrontato anche il tema dei Centri di permanenza per i rimpatri. Erano presenti la commissaria cittadina della Lega Tiziana Nisini, il segretario provinciale Federico Bussolin e il capogruppo a Palazzo Vecchio Guglielmo Mossuto. Molteni ha rilanciato la richiesta perché la Toscana si doti di una struttura di questo tipo, considerandola necessaria per allontanare dal territorio le persone straniere irregolari che commettono reati.