Cancellate, catene, allarmi e telecamere non sempre riescono a impedire l’ingresso nelle scuole durante la notte. A Firenze, diversi dirigenti scolastici segnalano la vulnerabilità degli edifici, dove è possibile entrare passando da accessi laterali, forzando una porta, rompendo un vetro o sfruttando una finestra lasciata socchiusa. In alcuni casi, gli studenti si sarebbero nascosti nei giardini oppure sarebbero rimasti all’interno dopo la fine delle lezioni.
Il fenomeno ha prodotto occupazioni, incursioni, danneggiamenti, pulizie straordinarie e sospensioni delle attività didattiche. Secondo i presidi, gli impianti di sicurezza sono presenti in molti istituti, ma non riescono a coprire ogni punto degli edifici, soprattutto quando le scuole dispongono di aree estese o di numerosi ingressi secondari.
Aree vaste e accessi difficili da controllare
Andrea Marchetti, dirigente dell’istituto agrario e presidente dell’Associazione nazionale presidi di Firenze, descrive le difficoltà legate alla struttura della scuola, che comprende un’azienda agraria di circa 13 ettari. I cancelli sul fronte non sono sufficienti a chiudere l’intera area, circondata anche da fossi e vegetazione. L’istituto dispone inoltre di tre edifici e di diversi accessi laterali, che possono essere forzati anche quando sono protetti da catene.
Marchetti riferisce che in alcune occasioni i ragazzi sarebbero rimasti all’interno della scuola o avrebbero rotto i vetri affacciati sul marciapiede. L’allarme può scattare, ma nel frattempo chi entra riesce già a raggiungere gli ambienti interni. Restano inoltre spazi ciechi e finestre non completamente protette. Per il dirigente, anche un aumento dei custodi non basterebbe a garantire il controllo di un’area così ampia.
L’intervento nella notte e i danni agli istituti
La vulnerabilità dell’istituto agrario è emersa durante un tentativo di occupazione avvenuto nelle ore notturne. L’allarme è scattato intorno alle 3 e le telecamere hanno ripreso alcune persone incappucciate. I carabinieri e la Digos sono intervenuti pensando inizialmente a un possibile furto. Per raggiungere i locali, dove gli ingressi erano stati barricati con cataste di banchi, è stato necessario anche l’intervento dei vigili del fuoco.
Sette studenti di quarta sono stati identificati e accompagnati in caserma, per poi essere affidati ai genitori. I danni sono stati contenuti, ma le lezioni nell’edificio 2 sono state sospese per consentire le pulizie. Il dirigente ha presentato denuncia e la magistratura dovrà valutare la vicenda. Marchetti osserva inoltre di non conoscere, a Firenze, condanne riguardanti ragazzi coinvolti in episodi di questo tipo negli ultimi quindici anni.
Un’altra occupazione ha interessato il Sassetti-Peruzzi nella notte tra il 20 e il 21 ottobre. Il dirigente Osvaldo Di Cuffa segnala la presenza di numerosi accessi e la fragilità di alcuni infissi, comprese porte antipanico che possono essere scardinate con facilità. La scuola, secondo la stima del preside, ha subito danni per circa 10mila euro: 6mila euro sono riferiti alle pulizie, mentre il resto riguarda porte e computer danneggiati. Quella notte gli occupanti sarebbero stati circa trenta e l’edificio sarebbe stato trovato allagato e ricoperto dalla polvere degli estintori.
Il dirigente sostiene di avere individuato i possibili responsabili, che sarebbero ex studenti entrati grazie a conoscenze personali. Una volta completata la quantificazione dei danni, presenterà denuncia. Episodi di danneggiamento hanno riguardato anche altri istituti fiorentini, tra cui Galilei, Saffi, Gramsci e Machiavelli, dove sono stati imbrattati due affreschi. È inoltre occupato il Russell-Newton di Scandicci. I presidi riferiscono che in molti casi vengono aperti gli estintori e che sui social circolano istruzioni per farlo.