Sfida climatica

Un piano condiviso per proteggere il bacino dell’Arno

Sei aree coinvolte: 6 milioni di euro destinati a limitare danni causati dagli eventi estremi in Toscana.

Un piano condiviso per proteggere il bacino dell’Arno

Unire istituzioni, imprese, finanza e mondo scientifico per affrontare in modo coordinato i rischi legati a alluvioni, siccità e inquinamento. È l’obiettivo del Water Resilience Lab – Bacino dell’Arno, presentato a Palazzo Medici Riccardi a Firenze nell’ambito delle iniziative per il 60esimo anniversario dell’alluvione.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Kering, Conservation International ed Etifor e punta a superare la frammentazione degli interventi sulla gestione delle risorse idriche. La piattaforma riunisce soggetti pubblici e privati con l’intento di rafforzare la resilienza del bacino e promuovere azioni condivise, anche attraverso modelli finanziari innovativi.

Il quadro dei rischi

Secondo i dati presentati, gli eventi estremi verificatisi in Toscana nel 2023 hanno provocato 1,89 miliardi di euro di danni. Per ridurre il rischio alluvionale sarebbe necessario trattenere nel bacino dell’Arno 48 milioni di metri cubi d’acqua. Il Lab si propone di contribuire a questo obiettivo, puntando a garantirne il 25 per cento.

La sindaca di Firenze Sara Funaro ha sottolineato la necessità di una strategia condivisa tra tutti i soggetti coinvolti, superando la logica degli interventi isolati. Il programma prevede soluzioni basate sulla natura e investimenti considerati replicabili, con il coinvolgimento di aziende e realtà del territorio.

Sei aree interessate

I primi interventi riguardano sei aree chiave, tra cui Villa Petriolo e il distretto conciario di Santa Croce. L’obiettivo è sostenere opere di prevenzione e costruire una piattaforma comune per rigenerare e reintegrare le risorse idriche del bacino dell’Arno.

Tra i soggetti citati figurano, oltre a Kering ed Etifor, anche LVMH, Burberry, Giardini di Toscana e Italpreziosi. Alessandro Leonardi di Etifor ha indicato un portafoglio di progetti da 6 milioni di euro, stimando la possibilità di evitare oltre 100 milioni di euro l’anno di danni. Il progetto è stato presentato come uno strumento per collegare sicurezza idraulica, tutela ambientale e continuità delle attività economiche.