La Soprintendenza ha autorizzato l’avvio dei lavori di restauro del Castello di Sammezzano, nella frazione di Leccio, nel Comune di Reggello. Il via libera riguarda il progetto anticipatorio per la facciata e il tetto dell’edificio, oltre a lucernari e finestre. Il cantiere, secondo quanto riferito dalla proprietà, sarà aperto subito dopo Ferragosto con l’obiettivo di mettere in sicurezza il complesso dopo circa trent’anni di abbandono.
La tenuta è stata acquistata nel luglio del 2025 dalla famiglia Moretti, attraverso la società Smz srl. Ginevra Moretti, amministratrice della società, e il marito Maximilian Fane hanno spiegato che sono già state individuate le ditte specializzate incaricate degli interventi. Le autorizzazioni erano attese per evitare che l’edificio affrontasse l’inverno senza le opere urgenti di protezione.
Gli interventi sul complesso
Il castello e il parco non sono attualmente visitabili per ragioni di sicurezza. Prima dell’autorizzazione sono stati eseguiti lavori sulla strada di accesso, sui fossati franati, sulla vegetazione pericolante e sul laghetto. Con l’apertura del cantiere, l’area sarà ulteriormente interdetta al pubblico. La proprietà indica nell’autunno del 2028 il traguardo per una possibile riapertura.
Parallelamente prosegue la progettazione degli interventi sul parco storico, che comprende oltre 440 alberi monumentali. È stata realizzata una mappatura delle essenze presenti, tra cui sequoie, cedri atlantici e lecci, per verificarne lo stato di salute e definire con gli specialisti le cure necessarie. Anche il parco è sottoposto a vincolo e la sua valorizzazione rientra nei progetti che la proprietà intende presentare in autunno.
La storia della tenuta
Il complesso, acquistato per 18 milioni di euro, prevede un investimento ulteriore di 80 milioni per il recupero completo. L’edificio principale, caratterizzato da una prevalenza di elementi orientalisti, deriva dalla ristrutturazione ottocentesca di una fattoria costruita nel 1605 per la famiglia Ximenes d’Aragona. La storia del luogo viene fatta risalire all’epoca romana e, secondo lo storico Robert Davidsohn, nell’area potrebbe essere passato Carlo Magno di ritorno da Roma.
Tra il 1853 e il 1889 Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona riprogettò il castello e il parco, realizzando ambienti come la Sala d’ingresso, il Corridoio delle Stalattiti e la Sala da Ballo. Il complesso, considerato uno dei principali esempi di architettura orientalista in Italia, ospitò anche il re Umberto I nel 1878. Dopo essere stato trasformato in albergo-ristorante e poi chiuso, Sammezzano è ora al centro di un progetto di recupero che punta a restituirlo alla fruizione pubblica.