Un grave incidente mortale ha colpito la manifestazione per la sicurezza sul lavoro in Toscana, dove i sindacati si erano riuniti per denunciare la difficile situazione dell’industria regionale. La notizia della morte di un operaio 48enne in un cantiere a Sesto Fiorentino ha gettato un’ombra sul corteo, che si stava svolgendo proprio nel giorno dell’incidente.
Il sindacalista della Fillea Cgil di Firenze, Blerim Allmeta, è arrivato sul posto non appena appresa la notizia, esprimendo solidarietà ai colleghi: «Noi operai siamo tutti compagni». La Toscana continua a essere la regione con il più alto numero di infortuni sul lavoro in Italia, e i sindacati hanno ribadito l’urgenza di un cambiamento culturale e di maggiori controlli.
Richieste dei sindacati
La segretaria della Cisl Toscana, Silvia Russo, ha sottolineato che su 100 aziende visitate, ben 88 non risultano in regola. «Chiediamo l’apertura di un tavolo regionale per trovare soluzioni», ha affermato. Il segretario della Cgil Toscana, Rossano Rossi, ha evidenziato che la mancanza di formazione e prevenzione è alla base di questi tragici eventi, e ha esortato a considerare gli investimenti nella sicurezza non come un costo, ma come un risparmio per la società.
Il segretario della Uil Toscana, Paolo Fantappié, ha dichiarato che il dolore causato da incidenti come questo è evitabile e ha chiesto un cambio di rotta nella cultura della sicurezza. Anche il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha commentato l’accaduto, definendolo inaccettabile e chiedendo un impegno maggiore per la prevenzione a tutti i livelli istituzionali.
Reazioni istituzionali
Il capogruppo Avs, Lorenzo Falchi, ex sindaco di Sesto, ha espresso il suo cordoglio e ha ribadito che la tutela della vita dei lavoratori deve essere una priorità. Anche il sindaco di Sesto Fiorentino, Damiano Sforzi, ha espresso la sua vicinanza ai familiari dell’operaio deceduto, sottolineando la necessità di controlli più severi e sanzioni per chi non rispetta le norme di sicurezza. Il segretario del Pd toscano, Emiliano Fossi, ha infine chiesto un patto nazionale che metta la vita umana al di sopra di ogni profitto.