Si è concluso il lavoro della commissione consiliare temporanea sull’alluvione, istituita nel marzo del 2024, che ha esaminato le opere effettuate e le criticità ancora in essere. Il presidente della commissione, Marco Monticelli, ha sottolineato che l’alluvione del 2023 è stata aggravata da arginature fragili e da un sistema di acque basse e fognario insufficiente, confermato dagli allagamenti del marzo 2025 causati da precipitazioni intense.
La commissione ha ricostruito le rotture e le tracimazioni, illustrando le opere in somma urgenza e individuando i nodi ancora aperti, come i mutati tempi di ritorno alluvionale, la manutenzione dei corsi d’acqua e la necessità di casse di espansione. Particolare attenzione è stata rivolta ai 16 chilometri del Bisenzio, in particolare sul lato sinistro, che è più basso di un metro. I problemi idrici della rete fognaria comunale derivano da pendenze insufficienti, collettori ammalorati e rigurgiti.
Interventi urgenti e ristori insufficienti
Il comune ha affidato a Publiacqua un Masterplan idraulico-fognario, individuando tre interventi urgenti: il fosso di San Piero a Ponti, l’area del lago Paradiso e la zona di via Verdi, via Risorgimento e via Rossini. Tuttavia, anche per quanto riguarda i ristori, la situazione è critica: su 4.429 domande per il contributo di immediato sostegno relativo all’alluvione del 2023, solo 2.659 sono state ammesse, mentre per gli allagamenti del 2025, 89 su 106.
Monticelli ha evidenziato che questi ritardi sono dovuti a una legge poco efficace, frenata da rigidità normativa e scarsa informatizzazione. Durante l’ultima seduta, i comitati aderenti al Manifesto dei diritti degli alluvionati hanno chiesto informazioni tempestive, procedure più semplici e un aggiornamento del piano di protezione civile. Inoltre, sono state sollevate critiche politiche per la distanza dalla commissione regionale e la mancata audizione dell’ex sindaco Fossi.
La commissione ha consegnato alla comunità un quadro tecnico dettagliato, con richieste specifiche alla Regione, al Consorzio di bonifica e a Publiacqua, sottolineando che non è possibile aspettare la prossima emergenza.