Caso spagnolo

Il padre di Ciatti: «Spero che la giustizia funzioni»

Ricordo del giovane ucciso; appello per Nicola Maggiotto, ricoverato a Barcellona

Il padre di Ciatti: «Spero che la giustizia funzioni»

La notizia dell’aggressione ai danni del 21enne Nicola Maggiotto, ricoverato in terapia intensiva all’Hospital del Mar di Barcellona dopo essere stato colpito alla testa, ha riportato Luigi Ciatti a quei giorni dell’agosto 2017 in cui suo figlio Niccolò venne ucciso in una discoteca di Lloret de Mar, in Catalogna.

Niccolò Ciatti, 22 anni, originario di Scandicci, fu aggredito durante un pestaggio al quale parteciparono tre giovani ceceni. Per Luigi Ciatti, il dramma vissuto dalla famiglia è ancora presente, ma l’episodio che ha coinvolto Maggiotto riapre il timore di assistere a una vicenda simile.

L’auspicio per il giovane ferito

Il padre di Niccolò ha rivolto innanzitutto un pensiero alle condizioni del ragazzo veneto, augurandosi che possa superare la fase critica e tornare alla propria vita. Allo stesso tempo, ha espresso la speranza che la gestione giudiziaria dell’aggressione sia diversa da quella che, secondo il suo giudizio, ha caratterizzato il caso del figlio.

Al centro delle sue critiche c’è soprattutto la vicenda di Rassoul Bissoultanov, il cittadino ceceno che all’epoca dei fatti aveva 24 anni e che è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Girona a 15 anni per omicidio volontario. L’uomo, tuttavia, dal luglio 2022 risulta irreperibile e latitante.

La fuga del condannato

Una seconda condanna, questa volta a 23 anni e divenuta definitiva, è stata pronunciata nel 2024 dalla giustizia italiana, in contumacia. Luigi Ciatti contesta il fatto che, a distanza di anni, non siano emerse informazioni utili a rintracciare una persona ritenuta pericolosa e condannata per l’omicidio volontario del figlio.

Nel ricostruire l’iter della vicenda, Ciatti ha inoltre richiamato la decisione della giustizia spagnola di lasciare libero Bissoultanov per un periodo prima di comunicargli la pena. Ha poi ricordato che in Italia non sarebbe stata notificata alla famiglia la richiesta di scarcerazione, circostanza che avrebbe contribuito alla liberazione dell’uomo.

Le parole del padre di Niccolò sono quindi un appello alle istituzioni italiane, spagnole ed europee affinché, nel caso di Nicola Maggiotto, siano garantite adeguate tutele e un percorso giudiziario corretto. L’auspicio espresso è che il giovane possa salvarsi e che le autorità riescano a fare piena luce sull’aggressione.