Credito familiare

Debito al consumo, Toscana seconda in Italia: 7.399 euro per famiglia

La fotografia della Cgia mostra una crescita nazionale e forti differenze tra territori, con Siracusa in cima alla graduatoria provinciale.

Debito al consumo, Toscana seconda in Italia: 7.399 euro per famiglia

Le famiglie italiane ricorrono sempre di più al credito al consumo. Nel 2025 il valore dei finanziamenti concessi da banche e società finanziarie ha sfiorato i 178 miliardi di euro, con una crescita del 62 per cento rispetto a nove anni prima. Il dato, elaborato dall’Ufficio studi della Cgia, non comprende i mutui per l’acquisto della casa e restituisce una fotografia delle diverse condizioni economiche dei nuclei sul territorio nazionale.

Considerando il solo credito al consumo erogato dalle banche, pari a 127 miliardi di euro, e aggiungendo i 447,5 miliardi di mutui immobiliari sottoscritti da circa 3,8 milioni di famiglie, oltre alle altre forme di prestito, l’esposizione complessiva arriva a 612,6 miliardi di euro. Nel 2025 i mutui per l’acquisto di un’abitazione sono stati 382.389. La Lombardia è risultata la regione con il maggior numero di nuovi finanziamenti, 93.994, davanti a Veneto ed Emilia-Romagna.

Le differenze tra le regioni

La graduatoria del debito al consumo per nucleo familiare vede al primo posto l’Umbria, con 7.514 euro e un aumento del 5,1 per cento rispetto al 2024. Segue la Toscana, dove l’esposizione media ha raggiunto 7.399 euro, in crescita del 5,6 per cento. Al terzo posto si trova la Sicilia, con 7.383 euro e un incremento del 4,5 per cento. La media italiana si è attestata a 6.657 euro, con un aumento del 4,9 per cento.

In fondo alla graduatoria figurano il Friuli Venezia Giulia, con 5.845 euro per famiglia, la Basilicata, con 5.536 euro, e il Trentino-Alto Adige, con 3.824 euro. A livello provinciale, il valore più elevato è stato registrato a Siracusa, con 8.437 euro di esposizione media e una crescita annua del 4 per cento. Seguono Massa-Carrara, Lodi e Pistoia, rispettivamente con 8.373, 8.280 e 8.168 euro. Proprio Pistoia, insieme a Ravenna, ha segnato l’incremento più consistente sul periodo considerato: più 7,1 per cento. I livelli più bassi sono stati rilevati a Trento, Sondrio e Bolzano.

Le ragioni dell’aumento

Secondo la Cgia, la crescita del ricorso ai finanziamenti risponde soprattutto a due esigenze. Da una parte ci sono le famiglie che hanno bisogno di liquidità immediata per affrontare spese impreviste o arrivare alla fine del mese; dall’altra quelle che utilizzano un prestito per acquistare beni durevoli, come automobili, mobili ed elettrodomestici. In molti casi, osserva l’Ufficio studi, l’inflazione ha ridotto il potere d’acquisto mentre stipendi e pensioni sono rimasti sostanzialmente stabili, spingendo soprattutto il ceto medio a ricorrere al credito per mantenere il precedente livello di consumi.

L’indebitamento può sostenere la spesa delle famiglie e quindi contribuire alla crescita economica, considerando che i consumi rappresentano circa il 60 per cento del Pil italiano. Allo stesso tempo, però, un aumento dei prestiti più rapido rispetto ai redditi può indicare una maggiore difficoltà nel sostenere le spese ordinarie. Per questo, sottolinea l’analisi, sarà decisivo monitorare il rapporto tra le somme da restituire e il reddito effettivamente disponibile.

Un ulteriore elemento riguarda il costo dei finanziamenti. Il TAEG medio del credito al consumo è passato dal 7,64 per cento del 2021 al 10,16 per cento del 2023, mantenendosi poi attorno al 10 per cento. Nel periodo indicato nell’analisi, a luglio il valore è salito al 10,38 per cento. L’incremento dei tassi, legato anche alle decisioni della Banca centrale europea e all’andamento dell’inflazione nell’Eurozona, comporta rate più alte e un maggiore importo complessivo da restituire.