WASHINGTON – La situazione in Medio Oriente continua a deteriorarsi, con nuovi attacchi aerei da parte degli Stati Uniti contro l’Iran. Nella mattinata del 9 luglio 2026, gli Usa hanno sferrato un’ulteriore offensiva aerea, colpendo obiettivi strategici in territorio iraniano. In risposta, Teheran ha immediatamente reagito, lanciando attacchi contro gli Stati arabi del Golfo, in particolare Bahrein, Kuwait e Qatar.
Le dichiarazioni di Teheran
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha rilasciato una dichiarazione su X, affermando: “Lo Stretto di Hormuz si apre solo con gli accordi iraniani, non con le minacce americane”. Questa frase sottolinea la posizione di Teheran riguardo alla sicurezza marittima nella regione, evidenziando la necessità di negoziati piuttosto che di conflitti armati.
Le tensioni tra Iran e Stati Uniti si sono intensificate negli ultimi mesi, con un aumento delle operazioni militari e delle dichiarazioni bellicose da entrambe le parti. Gli attacchi aerei americani sono stati giustificati come misure necessarie per contrastare le attività militari iraniane, mentre la risposta di Teheran è vista come un segnale di determinazione a difendere la propria sovranità.
Il conflitto in corso ha sollevato preoccupazioni a livello internazionale, con molti paesi che chiedono un intervento diplomatico per evitare un’escalation della violenza. La comunità internazionale osserva con attenzione gli sviluppi, temendo che la situazione possa sfociare in un conflitto su larga scala che coinvolga ulteriormente la regione.