Allerta epidemiologica

Dengue in Toscana, Bassetti: serve una prevenzione stabile

L’infettivologo segnala l’aumento dei virus trasmessi dalle zanzare e chiede misure anticipate per proteggere i soggetti fragili.

Dengue in Toscana, Bassetti: serve una prevenzione stabile

La presenza di diversi casi di Dengue e West Nile in Toscana conferma la circolazione in Italia di virus trasmessi dalle zanzare. A richiamare l’attenzione sul quadro epidemiologico è Matteo Bassetti, direttore della struttura di Malattie Infettive dell’ospedale San Martino di Genova, dopo l’ultimo bollettino citato nel testo, che segnala due focolai in corso: uno in Puglia e uno in Toscana. Secondo l’infettivologo, nella regione si starebbe registrando il più importante cluster di Dengue mai rilevato.

Per Bassetti, la situazione non rappresenta un’anomalia, ma si inserisce in una tendenza legata alle variazioni climatiche. Temperature più elevate e condizioni ambientali favorevoli hanno ampliato le aree in cui le zanzare possono sopravvivere, riprodursi e restare attive più a lungo. La Culex, zanzara comune e vettore della West Nile, e la zanzara tigre, associata alla trasmissione di Dengue e Chikungunya, trovano così condizioni più adatte anche in diverse zone italiane.

I rischi legati alle infezioni

Le due malattie possono avere manifestazioni differenti. Nella maggior parte dei casi, la West Nile decorre con sintomi lievi o simili a quelli dell’influenza. In una quota ridotta di pazienti, indicata da Bassetti nell’1 per cento dei contagiati, può però svilupparsi una forma neurologica grave, come meningite o encefalite. Il rischio è maggiore soprattutto per le persone anziane e immunodepresse.

La Dengue, invece, può provocare febbre alta, esantema e dolore intenso, accompagnato da mal di testa e dolore dietro gli occhi. La prima infezione, spiega l’infettivologo, non è generalmente la più aggressiva, mentre un secondo contagio può aumentare il rischio di una forma emorragica. Tra i soggetti più esposti a sviluppare quadri clinici severi rientrano immunodepressi, grandi anziani, bambini e donne in gravidanza.

Nel caso della West Nile, le forme complicate possono evolvere con confusione mentale, rigidità della nuca e paralisi dei nervi facciali. La maggioranza delle persone infettate, tuttavia, presenta sintomi così lievi da non accorgersi dell’infezione. La diversa intensità dei quadri clinici rende comunque necessario prestare attenzione ai segnali e alle condizioni dei soggetti più vulnerabili.

La richiesta di una strategia anticipata

Secondo Bassetti, il cambiamento delle condizioni climatiche sta modificando l’ecologia dei vettori e impone una revisione delle politiche di prevenzione. La Toscana, in particolare, avrebbe caratteristiche ambientali favorevoli alla diffusione delle zanzare. Per questo, sostiene l’infettivologo, non sarebbe sufficiente intervenire soltanto alla fine dell’estate o limitare le disinfestazioni alle aree vicine al luogo in cui viene individuato un caso.

La proposta è quella di una strategia integrata, con interventi da avviare già in primavera. Tra le ipotesi indicate c’è un bonus zanzariere, cioè un contributo statale, anche pari al 70 per cento, per favorire l’installazione di protezioni nelle abitazioni e negli uffici. Ai Comuni viene inoltre chiesta la distribuzione gratuita dei prodotti larvicidi già tra aprile e maggio, insieme a una campagna di educazione rivolta alla popolazione.

L’obiettivo, conclude Bassetti, è affrontare il problema prima che la stagione più calda favorisca la crescita della popolazione di zanzare. La prevenzione dovrebbe quindi combinare protezioni individuali, interventi sul territorio e informazione, con particolare attenzione alle persone che corrono il rischio maggiore di sviluppare forme gravi di Dengue o West Nile.