Affitti residenziali

Canoni in calo a Firenze, ma il centro resta da record

L’offerta cresce del 17,5% dopo la stretta sulle locazioni turistiche, mentre Santa Maria Novella tocca 27,8 euro al metro quadrato.

Canoni in calo a Firenze, ma il centro resta da record

Firenze resta la seconda città più cara d’Italia per gli affitti, alle spalle di Milano, nonostante una fase di correzione dei valori. Secondo i dati di Idealista, ad agosto il prezzo medio ha raggiunto 21,7 euro al metro quadrato, con una diminuzione del 3,1% rispetto a luglio e del 13,8% su base annua. La flessione interessa anche la provincia, dove i canoni sono scesi del 3,4% sul mese e del 13,8% sull’anno.

L’offerta torna a crescere

A spingere verso il basso i prezzi è soprattutto il ritorno degli immobili disponibili. Dopo una lunga fase di contrazione, negli ultimi due trimestri lo stock di abitazioni sul mercato è aumentato del 17,5%. Un riequilibrio che, secondo Idealista, sta contribuendo a calmierare i canoni, pur in un contesto nel quale i livelli restano elevati rispetto alla media nazionale.

La dinamica è legata anche alla trasformazione del comparto delle locazioni brevi. La stretta sugli affitti turistici ha modificato le strategie di alcuni proprietari, portando una parte degli immobili verso formule diverse, tra cui le locazioni residenziali e quelle rivolte agli studenti. Arrigo Brandini, presidente di Fimaa Confcommercio Firenze, osserva che il mercato appare al momento rallentato dalla presenza di immobili invenduti o non ancora assegnati, mentre alcuni proprietari attendono di capire quale soluzione adottare. La domanda, ha aggiunto, continua comunque a superare l’offerta nelle zone più richieste.

Le differenze tra i quartieri

Il centro è la macrozona più costosa, con 24,6 euro al metro quadrato, mentre Rifredi si ferma a 16,3 euro e Isolotto-Legnaia a 16,5. Tra i quartieri, il valore massimo si registra a Santa Maria Novella, dove si arriva a 27,8 euro al metro quadrato, l’1,1% in più in un anno. Santa Croce e San Niccolò superano i 25 euro. All’opposto, Leopoldo-Vieusseux è a 15,6 euro, Rifredi-Careggi a 15,9 e Novoli-Baracca a 16,7.

La diversa composizione della domanda contribuisce a spiegare il divario. Nelle aree di Santa Maria Novella, Santa Croce e San Niccolò pesa maggiormente la componente studentesca, mentre Leopoldo, Careggi e Baracca presentano una quota più consistente di locazioni a lungo termine per residenti.

Le variazioni annuali mostrano cali particolarmente marcati a Isolotto-Legnaia, che perde il 30,7%, a Rifredi, in diminuzione del 14,1%, e nel Centro, che arretra del 12,9%. Leopoldo-Vieusseux scende del 36,3%, Legnaia-Soffiano-Ponte a Greve del 32,3%, Porta al Prato-Cascine del 30,7% e Duomo-San Marco del 25,2%. Non tutte le zone sono però in flessione: Campo di Marte-Stadio cresce del 9,3% annuo, San Jacopino-Puccini del 3,8% e Firenze Sud dell’1,3%. Sul mese, Bellariva-Rovezzano aumenta del 3,3%, mentre il Centro perde il 3,7% e Rifredi l’1,6%.

Le previsioni degli operatori restano prudenti. Brandini si aspetta valori sostanzialmente stabili fino alla fine dell’anno. La correzione in corso, quindi, non trasforma Firenze in una città a buon mercato: il capoluogo mantiene una posizione di vertice nella classifica nazionale e, nelle aree più richieste, la domanda continua a essere superiore all’offerta.