Il Cda di Montedomini si è riunito per quasi dieci ore per affrontare le crescenti polemiche riguardanti la gestione del patrimonio immobiliare e gli affitti brevi. Al termine della riunione, il presidente Maurizio Frittelli ha scelto di non rilasciare dichiarazioni, rimandando a un comunicato stampa ufficiale. La riunione ha avuto luogo in un clima di tensione, con l’azienda sotto pressione per le accuse di irregolarità legate al rilascio di un Codice identificativo nazionale (Cin) per un immobile.
Il Cda ha deciso di nominare due avvocati, Duccio Maria Traina e Nicola Boschi, per chiarire la questione del Cin ‘abusivo’ di via Guela 81 e per tutelare l’immagine dell’ente. La decisione di approfondire la questione è stata motivata dalla necessità di fare chiarezza su come un immobile, che secondo l’azienda era ancora disponibile, sia stato messo a bando da un soggetto esterno.
La posizione di Montedomini
Nel comunicato, Montedomini ha ribadito la propria natura di ente pubblico autonomo, sottolineando di non ricevere contributi per la gestione ordinaria. Il patrimonio immobiliare dell’ente comprende 232 immobili, di cui 78 con destinazione sociale e 38 affittati a persone fisiche. Gli affitti brevi rappresentano solo il 5% del totale, secondo quanto dichiarato dal Cda.
Inoltre, l’azienda ha evidenziato come i ricavi generati dal patrimonio immobiliare ammontino a circa 2,29 milioni di euro, pari al 19% delle entrate complessive. Montedomini ha anche aperto alla proposta del Comune di Firenze di avviare un tavolo tecnico per aggiornare il regolamento sugli affitti, fermo al 2018.
Prospettive future
Tra le decisioni prese durante la riunione, c’è anche quella di affidare temporaneamente le funzioni del direttore generale, Emanuele Pellicanò, al dirigente Marco Uccello fino al 30 settembre. Tuttavia, il Cda ha avvertito che ci saranno ulteriori decisioni riguardanti l’assetto della struttura nelle prossime sedute. La situazione rimane incerta, con il nodo del Cin che potrebbe continuare a sollevare interrogativi e a influenzare le scelte future dell’ente.