Il parco delle Cascine, polmone verde di Firenze, ha registrato un calo del 43,5% dei reati nel secondo semestre del 2025. Il dato, fornito dalla Prefettura al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, riguarda l’area considerata per anni una delle più problematiche della città per episodi di spaccio, violenze e danneggiamenti.
Il miglioramento viene collegato al lavoro della PolCascine, il reparto della Polizia municipale dedicato al parco, e alle attività di prevenzione e controllo svolte nell’area. Il commissario capo Alberto Frati, responsabile dell’area prevenzione e polizia giudiziaria, ha spiegato che la situazione è cambiata sia nei numeri sia nella percezione visiva degli spazi.
Più controlli e spazi aperti
Secondo Frati, il risultato è stato favorito dal presidio costante, dallo sgombero dei bivacchi effettuato insieme ad Alia e dagli interventi per rendere il parco più visibile. Sono state tagliate siepi e fronde, rimosse recinzioni utilizzate come rifugi e potenziata l’illuminazione. Un ruolo viene attribuito anche agli agenti della sicurezza urbana, impegnati quotidianamente nei servizi di controllo.
Tra gli altri elementi indicati dal commissario ci sono la realizzazione dell’hub per i bus turistici e lo svolgimento di eventi. La maggiore presenza di persone avrebbe ridotto l’attrattività delle zone più isolate per gli spacciatori. Particolarmente significativo è il calo delle spaccate nelle automobili: in precedenza se ne registravano circa dieci al giorno, mentre ora il fenomeno sarebbe rientrato nella media cittadina.
Il consumo di crac resta il problema principale
La criticità più rilevante si concentra nel piccolo giardinetto dove in passato si trovavano i giochi per bambini. Secondo la Polizia municipale, l’area continua a essere frequentata da consumatori di crac. In molti casi non si verificano episodi problematici, ma possono emergere situazioni di tensione quando qualcuno, durante una crisi di astinenza, perde il controllo. La fermata della tramvia, invece, viene descritta come stabilmente libera da presenze problematiche.
Lo spaccio non è scomparso, ma si sarebbe spostato verso modalità più discrete. In passato, ha riferito Frati, chi attraversava il parco poteva ricevere numerose offerte di sostanze stupefacenti. Oggi il fenomeno è meno evidente, mentre il crac rimane la sostanza più diffusa perché considerata la meno costosa. Sarebbero quasi completamente spariti, invece, i clienti interessati a cocaina e hashish, in precedenza soprattutto giovani.
La presenza dei consumatori di crac è legata anche alla situazione abitativa. Alcune persone dormono nel parco e rifiutano l’inserimento nei servizi sociali o nelle comunità, dove l’uso di sostanze non è consentito. I tentativi di accompagnamento, condotti dagli agenti insieme agli operatori sociali, in alcuni casi hanno avuto esito positivo, ma spesso l’inserimento è durato poche settimane prima del ritorno in strada.
Le persone coinvolte sono in gran parte giovani, con una prevalenza di stranieri ma anche una presenza significativa di italiani. Alle loro spalle, secondo quanto riferito dalla Polizia municipale, ci sono spesso storie di violenza e, nel caso di alcune donne, di prostituzione. Gli agenti cercano di allontanarle dall’area, sequestrano le pipette utilizzate per fumare il crac quando le trovano e mantengono un dialogo con chi manifesta la volontà di uscire dalla dipendenza. In questi casi vengono contattati gli operatori di strada o fissati appuntamenti con i servizi, anche se le disponibilità restano limitate.