Il percorso verso la gestione pubblica del servizio idrico nell’Ato 3 si è fermato davanti al mancato trasferimento delle quote detenute da Acea. L’operazione, avviata dopo la decisione della conferenza territoriale dei Comuni soci, prevedeva il superamento della società mista e l’affidamento in house del servizio a Publiacqua, ma il primo passaggio del cronoprogramma non è stato completato.
La vicenda riguarda la partecipazione del 40% di Acque Blu Fiorentine, società riconducibile ad Acea, che avrebbe dovuto essere trasferita a Plures. Il valore dell’operazione, fissato nel 2021 in 122 milioni di euro, oggi sarebbe superiore ai 130 milioni. Il trasferimento avrebbe dovuto essere formalizzato entro trenta giorni dalle indicazioni impartite il 16 giugno dall’Autorità idrica toscana, ma non è arrivato alcun riscontro alla richiesta di Plures.
Il cronoprogramma si è fermato al primo passaggio
Il 23 luglio il presidente di Plures, Perra, e l’amministratore delegato Irace hanno comunicato via email all’Ait che Acque Blu Fiorentine non aveva fornito risposte sull’avvenuto trasferimento delle azioni né sul contestuale pagamento del prezzo. Nel documento, secondo quanto riportato, i vertici di Plures hanno chiesto di attivare lo scenario alternativo previsto in caso di mancato accordo con Acea.
Il piano iniziale stabiliva che entro il 30 settembre i Comuni soci avrebbero dovuto sottoscrivere la convenzione per il controllo analogo, cioè il meccanismo attraverso cui gli enti pubblici indirizzano e verificano gli obiettivi strategici del gestore. Erano inoltre previste modifiche agli statuti di Publiacqua e Plures, con l’eliminazione dei riferimenti alla quotazione in Borsa e l’indicazione di un capitale interamente pubblico.
L’obiettivo finale era ottenere entro il 31 ottobre l’affidamento definitivo del servizio a Publiacqua e avviare la gestione in house dal 1° gennaio 2027. Il mancato trasferimento delle quote ha però fatto slittare il calendario, mentre le scadenze successive sono rimaste formalmente invariate.
L’ipotesi della nuova società
Lo scenario alternativo prevede la costituzione di una newco partecipata indirettamente dai Comuni soci attraverso Plures. La nuova società dovrebbe subentrare nelle attività di Publiacqua, con la conseguente messa in liquidazione dell’attuale gestore e il trasferimento del personale attraverso procedure sindacali da avviare entro la fine dell’anno.
Al momento, tuttavia, non risultano costituiti né la nuova società né il relativo statuto. L’operazione richiederebbe anche ulteriori modifiche allo statuto di Plures e un percorso amministrativo complesso. I ritardi potrebbero comportare oneri e penali nei confronti di Acea, mentre non sono previsti aumenti tariffari, già definiti.
Tra le alternative prende forma anche l’ipotesi di prorogare ulteriormente la concessione del servizio idrico nell’Ato 3. La proroga dovrebbe comunque essere sottoposta al voto dei consigli comunali degli enti soci di Plures. Intanto Acea attende gli sviluppi della vicenda, compreso l’eventuale esito di un tentativo di conciliazione promosso dal direttore generale dell’Ait, Alessandro Mazzei, per affrontare il nodo del valore delle quote e della possibile riorganizzazione di Publiacqua.