Affidamento contestato

Palazzo Strozzi, Giani difende il bistrot dell’Antico Vinaio

Il governatore condivide i dubbi sul servizio e chiede standard elevati; l’opposizione reclama chiarezza sulla scelta.

Palazzo Strozzi, Giani difende il bistrot dell’Antico Vinaio

La possibile apertura di un bistrot dell’Antico Vinaio all’interno della Fondazione Palazzo Strozzi è approdata in Consiglio regionale. A sollevare il caso sono stati i consiglieri di Forza Italia Marco Stella e Jacopo Ferri, che hanno chiesto chiarimenti soprattutto sulle modalità con cui è stato individuato il gestore del bar.

Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha difeso la compatibilità del progetto con la vocazione culturale della struttura. Secondo il governatore, la presenza del gruppo fondato da Tommaso Mazzanti può conciliarsi con il ruolo di Palazzo Strozzi, considerato un punto di riferimento per il pubblico delle mostre e per i visitatori interessati alla cultura.

Il progetto e i paletti del governatore

Giani ha richiamato anche il legame che l’azienda dichiara di avere con la tradizione dei vinattieri fiorentini. Allo stesso tempo, però, ha condiviso alcune delle perplessità emerse nelle ultime settimane sulla gestione dell’attività. Tra le condizioni indicate ci sono il divieto di vendita da asporto, la necessità di garantire un adeguato livello qualitativo e l’esigenza di evitare che il locale diventi un ulteriore punto di richiamo per il turismo di massa.

Il progetto annunciato per gli spazi della Fondazione sarebbe diverso dal format tradizionale del marchio, diventato noto per le schiacciate vendute soprattutto da asporto e per le lunghe file. L’ipotesi è quella di creare un bistrot contemporaneo, con un’impostazione distinta rispetto ai locali che hanno contribuito alla notorietà internazionale dell’azienda.

Le richieste dell’opposizione

Nel corso del confronto in aula, il presidente della Regione non ha fornito invece elementi sulle procedure seguite per l’affidamento. Giani ha spiegato che la Regione è presente nella società come socio costitutivo, ma non dispone di propri rappresentanti nel consiglio di amministrazione. Per questo, ha precisato, non è in grado di rispondere direttamente agli interrogativi sulla gestione dell’attività.

Stella si è dichiarato insoddisfatto e ha chiesto una risposta scritta entro tre giorni. Il consigliere vuole sapere quale sia la natura giuridica dell’affidamento, quando sia stato effettuato e se sia stata seguita una procedura pubblica. Tra i quesiti figurano anche l’eventuale pubblicazione di un bando, i soggetti partecipanti, il canone previsto e il numero di aziende contattate.

L’opposizione chiede inoltre di chiarire chi abbia assunto la decisione e sulla base di quali criteri, ipotizzando che il servizio possa essere stato assegnato direttamente. La vicenda nasce dai timori per l’impatto del nuovo locale sul centro storico e per il possibile aumento delle code e della pressione turistica. Al centro del dibattito restano quindi due questioni: la compatibilità dell’attività commerciale con il profilo culturale di Palazzo Strozzi e la trasparenza delle modalità di selezione del gestore.